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Nuovo complesso per gli uffici della Regione. Polemiche sulla gestione del denaro pubblico

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L’Aquila. Con delibera del 13 marzo scorso, la Giunta regionale ha annunciato l’acquisto del complesso immobiliare “La City” al fine di riunire in un’unica sede gli uffici di Pescara della Regione Abruzzo. La Regione Abruzzo vuole traslocare quasi tutti i suoi uffici nel complesso di 18mila metri quadri, in via di ultimazione in un quartiere perifericregione-abruzzoo di Pescara, nei pressi dell’aeroporto. L’operazione costerà oltre 42 milioni di euro e dovrà essere completata entro i prossimi tre anni. È stata firmata infatti una delibera che impegna la giunta regionale abruzzese a valutare “l’eventuale esercizio dell’opzione di acquisto” nel triennio che verrà, per un esborso di 34,7 milioni di euro, che diventano 42,3 con l’iva. L’opzione scelta è quindi quella dell’acquisto con riscatto e fino al 2018 la Regione si è assunta l’impegno di affittare “La City” per un canone di locazione pari a 1, 7 milioni di euro l’anno. L’obiettivo dell’amministrazione D’Alfonso sarebbe quello di razionalizzare le spese. Attualmente la presenza della Regione a Pescara è divisa tra le tre sedi ufficiali ,senza considerare quella dell’Agenzia di promozione culturale, che sorge in pieno centro storico cittadino e tra acquisto e manutenzione, è costata quasi dieci milioni di euro nei suoi nove anni di vita. la struttura di sette piani e 900 metri quadri, acquistato ai tempi di Del Turco, non ottempera come dovrebbe alla normativa antisismica, servirebbero così altri milioni di euro per la sua messa a norma.“Questo è un regalo bello e buono ai costruttori edili che prima chiedono sempre più volumi da realizzare, poi non riuscendo a piazzarli sul mercato li rivendono alla Regione che li compra sborsando denaro pubblico. Io avevo proposto di fare un’operazione del genere, ma per reperire in tempi brevi appartamenti da destinare a edilizia sociale, un piano sull’emergenza abitativa che però non è stato preso in considerazione da chi aveva mire più circoscritte”,afferma Maurizio Acerbo, leader pescarese di Rifondazione comunista, “si tratta di una decisione di puro assistenzialismo: soltanto che invece di aiutare i bisognosi, si aiutano i ricchi”. “L’operazione urbanistica sottesa ai nuovi uffici regionali non progetta in senso moderno lo spazio urbano, come si fece negli anni venti del Novecento coi palazzi del Comune e dellaProvincia. “Chi ci perde non è solo il cittadino che paga le tasse, ma anche la città”, aggiunge Acerbo, “infatti sarebbe stato molto meglio realizzare la nuova sede regionale all’interno della città, e non ai suoi margini, perché un centro di così grande importanza, frequentato giornalmente da migliaia di persone, sarebbe stato motore di riqualificazione urbana e rivitalizzazione economica. Meglio Mussolini e Giacomo Acerbo di questa classe dirigente”. Il complesso “La City” è di proprietà di una cordata di imprenditori e immobiliaristi molto noti nella città adriatica, tra essi anche Daniele Sebastiani, presidente della Pescara Calcio. Il progetto venne lanciato sul finire del 2011, con questo slogan: “Nasce nell’area metropolitana Pescara-Chieti il primo polo dedicato interamente agli affari”. L’operazione immobiliare “è ambigua e provocherà anche un aggravio di spesa per l’ente” sostiene il Consigliere regionale del M5S, Domenico Pettinari. “Nell’atto di indirizzo politico”, osserva Pettinari, ” viene previsto soltanto la stipula del contratto di locazione per l’utilizzo del complesso immobiliare “La City” per un importo di 1.823.923 euro l’anno, rispetto invece al 1.101.682 che oggi la Regione paga per gli affitti di Viale Bovio, Via Raffaello e Via Conte di Ruvo. In sostanza, con il nuovo contratto di locazione andremo a pagare circa 700 mila euro in più rispetto a oggi. Questa delibera, inoltre, non ci assicura nemmeno l’acquisto dell’immobile ma stabilisce solo una opzione di riscatto al termine dei tre anni di locazione. Voglio ricordare che operazioni del genere sono molto discutibili perché, evidentemente, c’è l’intenzione di non comprare, come avviene in molti altri casi registrati in passato nella pubblica amministrazione. L’ultimo aspetto tecnico che voglio chiarire è la stima degli immobili, nella delibera di permuta, ad esempio, il fabbricato di Viale Bovio viene stimato 4.300.000 euro, mentre lo stabile di Via Raffaello solo 3.300.000; credo che sia stata fatta una sottostima rispetto al valore reale dei beni, ricordo che gli immobili si trovano in una zona centrale di Pescara. A tal proposito ho incaricato un tecnico di fiducia per stimare i due immobili oggetti della permuta. Propongo al Presidente D’Alfonso di acquistare subito l’immobile, rinunciando al contratto di locazione anziché”, conclude l’esponente del M5S, ” pagare l’affitto così costoso sine die”.

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