Pescara. I tre sindaci, a partire da quello di Pescara, non devono chiedere l’ennesimo rinvio, ma devono mettersi pancia a terra ed iniziare a lavorare impiegando tutte le proprie energie per convincersi del fatto che il 1° gennaio 2027 segnerà l’inizio di una nuova stagione per tutto il territorio: di sviluppo, di opportunità e di fiducia nel futuro”.
Lo afferma Carlo Costantini, presidente della prima commissione della Nuova Pescara e promotore del referendum del 2014 per la fusione del capoluogo adriatico con Montesilvano e Spoltore.
Costantini ricorda che l’Assemblea costitutiva ha affidato alla commissione da lui presieduta il compito di predisporre il Regolamento degli uffici e dei servizi del nuovo Comune, da approvare entro il 31 luglio. Per questo, spiega, è stato definito un calendario di lavoro che prevede almeno due riunioni a settimana, a partire da domani.
“Il Regolamento degli uffici e dei servizi – osserva – rappresenta l’ossatura dell’organizzazione amministrativa. Per il Nuovo Comune di Pescara questo valore è ancora più grande, perché consente per la prima volta di definire una parte dell’architettura istituzionale della città che nascerà il primo gennaio 2027”.
“Il tempo delle discussioni inutili è finito”, aggiunge, ricordando come “per anni” il progetto di Nuova Pescara sia “rimasto intrappolato tra rinvii, paure, resistenze e opposizioni”. Secondo Costantini, “i prossimi mesi non possono essere impiegati ancora una volta per cercare nuove ragioni per fermarsi, ma per costruire le ragioni per partire”.
L’esponente politico invita quindi ad aprire “il cantiere amministrativo e programmatico della città del futuro”, immaginando “dove collocare le diverse infrastrutture della nuova città, valorizzare le vocazioni dei territori, programmare lo sviluppo economico e la mobilità, attrarre investimenti, creare nuove opportunità per i giovani, rafforzare i servizi e disegnare una visione capace di proiettarsi verso l’intera area metropolitana”.



