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#nonsolomatriciana, l’iniziativa Coldiretti per salvare le tipicità regionali. C’è anche la mortadella di Campotosto

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Castignano. Dai cavatelli con Lenticchie di Castelluccio e patata rossa di Colfiorito alla crema di pecorino amatriciano, fino alla zuppa di roveja con ciauscolo croccante: ecco le ricette per salvare i prodotti terremotati e offrire sbocchi di mercato per rilanciare l’economia e il turismo nelle aree colpite dal sisma. L’iniziativa è della Coldiretti #nonsolomatriciana con venti agrichef di Campagna Amica giunti nelle Marche da tutta Italia, a Castignano (Ascoli Piceno), uno de comuni del cratere, per imparare le ricette con le tipicità salvate dalle macerie e diffonderle nelle proprie regioni. Le Lenticchie di Castelluccio Igp umbre, le cui semine sono oggi a rischio a causa della rete stradale ancora interrotta dal sisma, sono state usate dagli agrichef in abbinamento a cavatelli di farina di solina e Patata rossa di Cofiorito Igp, altra specialità delle zone terremotate tra Umbria e Marche.

Il pecorino amatriciano è stato trasformato in una crema vellutata con carpaccio di asparagi crudi e uovo fritto, mentre il tipico ciauscolo marchigiano rende più gustosa una zuppa di roveja, cereale tipico del Maceratese, ed erbe di campo. E anche la Mortadella di Campotosto Igp, specialità abruzzese, viene valorizzata gratinata su gnocchi di castagne in crema di cavolfiore. Ma l’obiettivo ­ spiega la Coldiretti ­ è quello di usare le specialità salvate dalle macerie in tante altre ricette e varianti nelle diverse regioni, grazie all’azione dei primi venti agrichef diplomati ufficialmente nelle Marche al termine di un corso promosso dagli agriturismi di Campagna Amica, con il presidente nazionale dell’associazione Terranostra, Diego Scaramuzza.

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