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Niente assistenza ai ragazzini sordi, l’appello di una mamma al Comune dell’Aquila: si faccia qualcosa

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Un ragazzo con impianto cocleare segue una lezione in lingua dei segni alla scuola per sordi di Halberstadt, in Germania, il 21 maggio 2009.
(AP Photo/Eckehard Schulz)

L’Aquila. “Il Comune dell’Aquila ancora non attiva i corsi di assistenza domiciliare ai minori, nonostante la scuola sia iniziata oramai da quasi quattro mesi”. La denuncia arriva da Grazia Pezzopane, mamma di Alessandro, un ragazzo di 16 anni affetto da ipoacusia profonda. Pur essendo portatore di impianto cocleare (orecchio bionico), in base alla legge regionale 32/97 il giovane ha diritto al supporto di un’assistente alla comunicazione che per 4 ore alla settimana lo aiuta nei compiti a casa assegnati dalla scuola.

“Il Comune, che finanzia il servizio”, spiega la donna, “ogni anno assegna un’assistente, il ritardo ci è sempre stato ma molto contenuto. Quando si è insediata l’attuale amministrazione, l’attivazione del servizio fu addirittura puntualissima, arrivando all’inizio di settembre insieme all’avvio dell’anno scolastico. Ma stavolta è oltremodo in ritardo!”. Gli affetti da ipoacusia profonda “se ben riabilitati non pesano sulla società”, puntualizza la Pezzopane, infatti “Alessandro ci sente regolarmente, ma durante il percorso scolastico si rende necessaria la figura di un’assistente alla comunicazione che lo supporti nello svolgimento dei compiti”.

Dalla mamma un appello all’assessore alle Politiche sociali Francesco Bignotti affinché “faccia il più presto possibile ad attivare il servizio di assistenza domiciliare ai minorenni”, che all’Aquila, oltre ad Alessandro dovrebbe riguardare solo 3 ragazzi, “rappresentando quindi anche un costo contenuto per le casse pubbliche”.

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