Teramo. È ormai definitivo l’addio di Fulvio Alberto Tartara alla Neurochirurgia dell’ospedale Mazzini di Teramo. Il primario, assente dal settembre scorso per un periodo di aspettativa, non tornerà alla guida dell’unità operativa complessa. La decisione è ormai acquisita e si attende soltanto la pubblicazione del relativo provvedimento amministrativo sull’albo pretorio della Asl, prevista nei prossimi giorni. Si chiude così, dopo meno di due anni, l’esperienza del neurochirurgo lombardo alla direzione di uno dei reparti di riferimento della sanità teramana.
La notizia dell’addio era emersa nelle ultime ore, dopo settimane di indiscrezioni e interrogativi sul futuro della struttura. Tartara era stato collocato in aspettativa dal 2 settembre per due mesi, ufficialmente per motivi personali, con la responsabilità temporanea del reparto affidata a Corrado Lucantoni, già in servizio nella Neurochirurgia del Mazzini. Una soluzione che inizialmente era stata presentata come provvisoria, ma che ora assume un significato diverso alla luce della decisione del primario di lasciare definitivamente l’incarico.
Il caso aveva suscitato particolare attenzione già alla fine di agosto, quando erano circolate voci su possibili tensioni interne e su una riorganizzazione della Neurochirurgia teramana. In quell’occasione il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, aveva respinto le ricostruzioni che collegavano l’aspettativa a contrasti con la direzione aziendale, precisando che si trattava di esigenze esclusivamente personali del professionista. La stessa azienda aveva ribadito la volontà di continuare a investire nel reparto, escludendo qualsiasi ipotesi di ridimensionamento.
L’uscita definitiva di Tartara riapre ora la questione della guida della Neurochirurgia e dei futuri assetti organizzativi. Al centro dell’attenzione resta la posizione di Corrado Lucantoni, che ha assicurato la continuità della direzione durante i due mesi di assenza del primario. Il medico è figlio di Danilo Lucantoni, che per oltre vent’anni ha diretto la stessa unità operativa, fino al 2023. Per l’eventuale conferimento definitivo dell’incarico sarà comunque necessario seguire le procedure previste dalla normativa.
Sul tavolo resta anche il tema dei rapporti con la Neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Nei mesi scorsi erano circolate indiscrezioni su un possibile accorpamento delle due strutture o sull’eventualità di affidare una direzione comune al primario aquilano Alessandro Ricci. Ipotesi che erano state nettamente smentite sia dalla Asl di Teramo sia dallo stesso Ricci, che aveva escluso contatti finalizzati a un suo trasferimento al Mazzini. La posizione espressa dall’azienda teramana resta quella di mantenere l’autonomia del reparto.
La vicenda si inserisce inoltre in una fase di cambiamenti nell’organico della Neurochirurgia, storicamente legata a figure di rilievo nazionale come Renato Galzio. Negli ultimi mesi la struttura ha registrato l’uscita di alcuni professionisti di lunga esperienza, tra cui Filippo Pineto e Beniamino Nannavecchia, mentre si avvicina anche il pensionamento di Rosario Sepe. Un quadro che rende particolarmente delicata la definizione dei nuovi equilibri professionali e organizzativi.
Con l’addio di Tartara si apre dunque una nuova fase per la Neurochirurgia del Mazzini. La pubblicazione del provvedimento amministrativo rappresenterà il passaggio formale di una decisione ormai maturata. L’attenzione si sposta adesso sulle scelte della Asl di Teramo, chiamata a garantire continuità assistenziale, stabilità nella direzione e prospettive di sviluppo a un reparto strategico per l’intero territorio provinciale.



