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Naiadi, Zelli (AP): impianto ancora chiuso, flop Regione. Riassorbimento personale non inserito nel bando

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Pescara. “Dopo un’inaugurazione organizzata in pompa magna dalla maggioranza regionale di centrodestra, il flop: la piscina è ancora chiusa con gravi disagi per l’utenza, in particolare per le società sportive che hanno estremo bisogno di programmare l’attività agonistica e non per i propri iscritti”. Così Gianluca Zelli, coordinatore regionale di Azione Politica, sulla situazione delle piscine “Le Naiadi” di Pescara, alla luce della nuova gara bandita ed espletata dalla Regione Abruzzo, proprietaria della struttura. Il Movimento civico alle elezioni del 10 febbraio ha corso il coalizione con il centrodestra, salvo poi rompere ed uscire dalla maggioranza al momento della esclusione dalla Giunta. Anche se il consigliere regionale eletto, Roberto Santangelo, non ha seguito le indicazioni della civica, rimanendo nel centrodestra.

“Ma c’è di più”, prosegue Zelli, “alla riunione convocata dall’assessore regionale Febbo in regione nei giorni scorsi, alla presenza dei sindacati per parlare soprattutto del riassorbimento di parte dei dipendenti, la società che ha vinto l’appalto, giustamente, non si è presentata, non avendo lo stesso assessore fatto prevedere nel bando di gara ai tecnici la clausola di salvaguardia – spiega ancora -. Quindi continua il flop delle Naiadi e questa immagine, purtroppo per gli abruzzesi, è il simbolo del disastroso inizio di questa Giunta regionale”. “Con i serissimi problemi che si stanno susseguendo, dove sono finiti i politici che hanno partecipato alle passerelle con tanto di foto di gruppo e sorrisi ottimistici?”, si chiede il coordinatore del movimento civico – La collettività vuole sapere quali sono i motivi per i quali la piscina non funziona”. Zelli annuncia un futuro ancora più nero: “Per sfortuna dei cittadini, per le informazioni in mio possesso”, conclude l’imprenditore, “i guai non sono finiti, a meno che non si metta mano al portafogli degli abruzzesi per interventi di manutenzione, che spettano al proprietario dell’impianto, cioè la Regione”.

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