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Mura aquilane, undici associazioni partecipano alla manutenzione di oltre 5 chilometri

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L’Aquila. Una nuova illuminazione, la sistemazione del verde e delle pendici e la creazione di percorsi pedonali interni ed esterni per offrire inediti scorci di una struttura imponente, sopravvissuta a diversi terremoti: così è rinata la cinta muraria dell’Aquila, dopo che nel 2012 la Giunta comunale dell’Aquila ha approvato lo schema di protocollo d’intesa con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo per recupero, restauro e valorizzazione delle mura civiche. La deliberazione è stata adottata quale atto complementare della convenzione, stipulata con la Regione Abruzzo, per l’acquisizione del finanziamento di 8 milioni di euro, provenienti da fondi Por-Fesr, destinati al progetto. Dall’aprile 2017 a sorvegliare la rinata cinta muraria dell’Aquila – che si estende per 5,4 km lungo i quali si documenta la presenza di 19 porte – sono 11 associazioni cittadine, grazie alla “Convenzione di adozione” stipulata con il Comune dell’Aquila.

Le associazioni si occupano di interventi di piccola manutenzione che non riguardino elementi lapidei: mantenimento del decoro ambientale, segnalazione di necessità di intervento quali punti luce spenti o mal funzionanti, eventuali atti di vandalismo o abbandono di rifiuti pericolosi o ingombranti”. Ciascuna associazione tiene sotto controllo un tratto fra i 200 e i 500 metri, assegnato nell’ambito della convenzione. E calcolando gli iscritti alle associazioni sono quasi un migliaio i cittadini coinvolti. Da ‘Jemo ‘nnanzi’ a Nuova Acropoli Italia, da Lions Club a ‘Panta rei’. Ma anche Archeoclub, Rotary Club, Fai (Fondo Ambiente Italiano), Legambiente, ‘Amici dei Musei’ da via Chiarizia a Porta Castello; Italia Nostra, ‘Ainwa (Associazione Italiana Nordic Walking) – Camminaq’. Già nel 2013 “come Archeoclub organizzammo tre giornate di pulizia di porta Tione, oggetto di atti vandalici – racconta Mauro Rosati, vice presidente dell’Archeoclub L’Aquila – Le giornate del patrimonio sono state utili per far capire com’è facile sporcare un monumento e quanto invece sia difficile ripulirlo. La mancanza di manutenzione purtroppo, genera altra incuria”. Negli anni sono state organizzate anche passeggiate guidate con narrazione, lungo un perimetro di circa 3,5 km. “Abbiamo scelto brani di autori del passato che raccontassero di assalti o delle tecniche dei commercianti per aggirare il dazio alle porte” spiega Rosati. Centinaia le persone che hanno aderito alle iniziative aperte al pubblico, tanto che in alcuni casi l’Archeoclub ha dovuto ripetere le visite già programmate.

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