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Morte di Sara, si teme la fuga di Jarrar o il rimpatrio. Nuovi particolari sui momenti successivi all’incidente

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Avezzano. La difesa si appella al pericolo di fuga di  Jarrar Ayoub (25), il marocchino accusato di omicidio stradale ma tuttora a piede libero. Secondo il legale del giovane fidanzato della vittima, l’avvocato Lucio Cotturone, “c’è il concreto pericolo di fuga, ma anche di reiterazione del reato. Per tale motivo si auspica che “venga spiccato un mandato di cattura nei confronti del magrebino”.  Infatti c’è  il rischio  che le esigenze cautelari vanno scemando con il passare dei giorni dall’incidente mortale.

Si teme anche il rimpatrio. C’è un  decreto di espulsione pendente in Cassazione nei confronti del nordafricano. Il legale del marocchino potrebbe rinunciare al provvedimento in Cassazione, riattivando così procedure di rimpatrio, senza subire il processo per omicidio stradale. Un’eventualità possibile, se pure poco probabile.

Attualmente Jarrar si trova ricoverato all’Aquila, ma le sue condizioni sono  velocemente migliorate e potrebbe essere dimesso da un momento all’altro.  All’ospedale San Salvatore sarebbero arrivati in questi giorni dei magrebini chiedendo insistentemente di vedere il loro connazionale e ci sarebbero stati momenti di tensione. Il marocchino era stato già fermato, dopo una fuga al posto di blocco, dalla polizia in centro ad Avezzano pochi giorni prima delle festività natalizie. Anche in quel caso non era stato arrestato ma solo denunciato per guida in stato di ebrezza.

Sull’indagine, in mano al procuratore della Repubblica di Avezzano, Andrea Padalino, per ora resta il più stretto riserbo.  Per quanto riguarda l’ipotesi di un altro straniero fuggito dal luogo dell’incidente, sono in corso approfondimenti. Si tratta però di una ipotesi comunque smentita più volte dagli investigatori. Secondo un’altra testimonianza, però, subito dopo l’incidente l’Alfa 159 sarebbe stata circondata da connazionali del 25enne.

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