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Mobilitazione in Russia: proteste nelle piazze e code chilometriche di giovani ai confini che tentano la fuga in UE

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Mosca. Dopo il discorso che chiama il popolo russo alla mobilitazione Vladimir Putin è stato contestato in molte città della Russia, e si registrano code chilometriche alle frontiere di ragazzi che non ne vogliono sapere di finire al fronte.

Oltre 150 arresti solo oggi in diciotto città russe, tra cuiUfa, Perm, Krasnoyarsk, Chelyabinsk, Irkutsk, Novosibirsk, Ulan-Ude, Belgorod, ma persino a Mosca, dove la gente in strada gridava lo slogan “Mandate Putin in trincea!”. L’organizzazione delle proteste passa attraverso i canali Telegram, dove poi ci si scambia i video delle azioni dimostrative messe in atto. Di seguito il video di Mosca dove i giovani chiedono a gran voce di mandare Putin in trincea.

Nel frattempo chi può scappa. Giovani in età di coscrizione da ieri stanno lasciando il paese. Finiti in poche ore i biglietti aerei per la Turchia e l’Armenia, gli unici due paesi che dopo il blocco dei visti garantiscono ancora ai russi di attraversare il confine, e si registrano code chilometriche con la Georgia e la Finlandia, quest’ultima unica via di fuga terrestre ormai disponibile per i giovani russi che si rifiutano di andare al fronte e che vogliono emigrare nell’Unione Europea. Di seguito il video della fila di auto in coda verso la Finlandia, che durante il pomeriggio hanno superato i 30 chilometri.

 

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