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Minacciano di buttarsi dall’impalcatura per gli stipendi non pagati, Fillea aiuta a mediare un accordo

Gianmarco Mereu di Gianmarco Mereu
4 Novembre 2026
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Torricella Sicura. Si è conclusa con un accordo economico e la discesa dal ponteggio la protesta dei quattro operai edili stranieri che nella mattinata avevano minacciato di gettarsi nel vuoto dall’ultimo livello di un’impalcatura per denunciare il mancato pagamento degli stipendi arretrati.

La vertenza si è sbloccata dopo l’intervento della ditta committente, che si è sostituita all’azienda subappaltatrice assumendosi l’impegno di corrispondere le spettanze dovute ai lavoratori. Ciascuno dei quattro operai deve ricevere circa 2mila euro. Una prima tranche da mille euro è stata già versata attraverso un bonifico istantaneo, mentre il saldo arriverà nei prossimi giorni in due ulteriori pagamenti.

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Determinante per la risoluzione della protesta è stato l’intervento del segretario della Fillea Cgil, Corrado Peracchia, che ha mediato tra le parti convincendo gli operai a scendere dall’impalcatura e ad avviare una trattativa formale alla presenza dei carabinieri.

«Abbiamo iniziato a lavorare il 5 agosto e per due mesi non ci hanno pagato nulla, mandandoci poi a casa», hanno raccontato i quattro operai, due pakistani, un gambiano e un algerino. «Ricevevamo soltanto acconti da 500 euro al mese che non coprivano neppure le spese per raggiungere il cantiere da Porto San Giorgio», hanno aggiunto.

Secondo Peracchia, l’episodio rappresenta l’ennesimo caso legato a una filiera di subappalti caratterizzata da controlli insufficienti e da situazioni di dumping contrattuale. «Questi lavoratori si sono trovati per mesi in una condizione di estrema vulnerabilità, senza adeguate garanzie e con compensi irrisori. L’intervento sul posto è stato necessario per ristabilire un dialogo con l’impresa e garantire prima di tutto la loro sicurezza. Ora però è indispensabile fare piena luce sulle eventuali irregolarità contrattuali e contributive», ha dichiarato il sindacalista.

Nel frattempo proseguono gli accertamenti da parte dei militari del Nucleo ispettorato del lavoro e dei carabinieri, che stanno verificando la posizione dei quattro operai e di altri lavoratori segnalati. Le verifiche riguardano il rispetto della normativa sul lavoro, delle disposizioni contrattuali e delle regole sulla sicurezza nei cantieri.

La vicenda potrebbe inoltre non essere conclusa. I quattro lavoratori hanno infatti annunciato che almeno altri tre colleghi, di nazionalità afgana e albanese, sarebbero pronti a organizzare nuove proteste nelle prossime ore per ottenere il pagamento delle proprie retribuzioni arretrate.

Tags: cgilFillealavoronewsprotestascioperoteramo
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