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Metropolitana di superficie, Benedetti: chi pagherà i danni agli Aquilani?

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L’Aquila. “Apprendo con grande soddisfazione che il sindaco attuale dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha preso finalmente la decisione di smontare le rotaie della metropolitana di superficie montate sul lato ovest della Città”. Così esordisce il presidente Pd dell’Unione comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti. “E lo fa facendosi fotografare e riprendere dalle telecamere mentre assiste al lavoro faticoso della ruspa che rompe il manto di asfalto della carreggiata portandosi dietro anche il giallo della pista ciclabile virtuale (altro capolavoro della attuale amministrazione). Ricordo quando un’avveniristica motrice ferroviaria fu posizionata, quasi fosse un’astronave, davanti ai locali che hanno ospitato il Cinema Rex nel maggio del 2002, durante la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale della Città dell’Aquila a testimonianza dell’atteggiamento del fare della destra aquilana. Io insieme a tanti dell’opposizione di allora (Cialente, Festuccia, Grossi, Perilli, Di Giandomenico, Riga, Pezzopane Pierluigi, Palmerini, Cioni, Masciocco, Volpe, Bonura ed altri) ci battemmo strenuamente nel corso degli anni per evitare quell’opera inutile e costosa”.

“Quel treno parcheggiato come un’astronave ai quattro Cantoni non partì mai ma rimasero i binari, mai utilizzati, ad ornamento (si fa per dire!) di molte strade percorse quotidianamente dagli Aquilani. I costi, tutti a carico della collettività aquilana, furono altissimi: si parla di circa 25 milioni di euro. La gran parte di questi dovranno ancora essere pagati dagli Aquilani. Il danno erariale è immenso e prima o poi certamente qualcuno porterà il conto alla Città e agli Aquilani.  Biondi oggi distrugge quel monumento di ferro e cemento rimasto a testimoniare, alle nuove generazioni, l’incapacità politica e la miopia della destra che governava allora la Città”.
Speriamo di distruggere come quell’ammasso di inutili rotaie anche quel modo di fare approssimativo e saccente che, oggi come allora, caratterizza l’inconcludenza della attuale amministrazione comunale. Dopo 20 anni possiamo dire di aver avuto ragione”, conclude Carlo Benedetti.

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