L’Aquila. Anche L’Aquila è stata protagonista della vasta operazione coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, un’imponente attività investigativa che ha interessato 44 province italiane e ha portato, a livello nazionale, a 539 arresti, 954 denunce e oltre 703 chilogrammi di droga sequestrati.
Nel capoluogo abruzzese il lavoro della Squadra Mobile si è tradotto in una serie di interventi che hanno consentito di eseguire cinque arresti, tra traffico di stupefacenti, esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria e mandato di arresto europeo, oltre al controllo di 124 persone, di cui 29 cittadini stranieri, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo di Pescara.
Tra gli episodi più significativi figurano due arresti per spaccio di cocaina avvenuti nella periferia aquilana.
Il primo risale al 26 giugno, quando gli agenti hanno fermato un cittadino albanese, classe 2003, a bordo di un’auto a noleggio. Durante il controllo sono state trovate 40 dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 20 grammi, già confezionate e pronte per la vendita. La droga era stata occultata in modo ingegnoso: cinque dosi erano nascoste nella scarpa destra dell’uomo, mentre le altre trentacinque erano state inserite all’interno del poggiatesta del veicolo.
Analoga la vicenda dell’8 luglio, quando un altro cittadino albanese, nato nel 1989, è stato arrestato dopo essere stato trovato in possesso di 22 dosi di cocaina (14 grammi complessivi). In questo caso diciotto involucri erano nascosti sotto la moquette del lato guida, all’interno di una scatolina metallica di caramelle, mentre le restanti quattro dosi erano state occultate nel poggiatesta dell’automobile.
Nel corso dell’operazione sono stati inoltre eseguiti tre distinti provvedimenti restrittivi.
Il 18 giugno è stato arrestato un cittadino macedone, classe 2005, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica dell’Aquila. Dovrà scontare un anno, cinque mesi e diciotto giorni di reclusione per un cumulo di pene legate ai reati di evasione e rapina aggravata, commessi nel territorio aquilano nel 2024.
Il 20 giugno la Polizia ha dato esecuzione a un Mandato di Arresto Europeo emesso dalle autorità della Romania nei confronti di un cittadino romeno del 1985 residente in provincia, trasferito nella Casa circondariale dell’Aquila.
Infine, il 15 luglio, è stato arrestato un cittadino nigeriano, classe 1983, condannato in via definitiva a due anni, otto mesi e cinque giorni di reclusione per rapina aggravata e lesioni, reati commessi all’Aquila nel 2020.
L’attività rientra nella più ampia operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, che ha visto impegnati oltre mille operatori su tutto il territorio nazionale. I controlli si sono concentrati nelle aree della movida e dello spaccio, con quasi 188 mila persone identificate, oltre mille immobili verificati e centinaia di esercizi commerciali ispezionati.
Nel corso del blitz sono stati sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, armi da fuoco, armi bianche e oltre 307 mila euro in contanti, mentre sono stati individuati 973 profili social che promuovevano odio e violenza, alcuni dei quali segnalati all’autorità giudiziaria per l’eventuale oscuramento.



