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Maternità e lavoro a Teramo: l’aumento delle dimissioni svela una disuguaglianza strutturale

Daniele Cipriani di Daniele Cipriani
13 Agosto 2026
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Le 268 dimissioni di genitori con figli piccoli convalidate nel 2025 in provincia di Teramo non rappresentano un dato isolato, bensì il segnale evidente di una disuguaglianza strutturale che continua a scaricare sulle donne il costo economico e professionale della cura. Il dato, che registra un incremento del 19,6% rispetto alle 224 dimissioni dell’anno precedente, è stato diffuso dalla consigliera di parità della Provincia di Teramo, Monica Brandiferri, sulla base delle rilevazioni dell’Ispettorato territoriale del lavoro.

Sul tema sono intervenute duramente Marielisa Serone D’Alò, responsabile Diritti e pari opportunità del PD Abruzzo, e Monia Pecorale, responsabile Lavoro della segreteria regionale dem. L’analisi di genere dei numeri evidenzia una sproporzione netta: delle 268 dimissioni complessive, ben 201 riguardano lavoratrici madri e appena 67 i lavoratori padri. Le donne rappresentano così il 75% del totale.

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La motivazione legata all’assenza di una rete familiare capace di sostenere la cura dei figli è stata indicata in 121 casi: un divario definito “antistorico” dalle esponenti del Partito Democratico, poiché coinvolge 113 donne e solamente 8 uomini. “Queste dimissioni sono volontarie solo formalmente. Quando una donna lascia il lavoro perché non trova un asilo nido, perché gli orari sono incompatibili con quelli dei servizi o perché manca la necessaria flessibilità, non siamo davanti a una scelta personale: siamo davanti al fallimento delle politiche pubbliche e dell’organizzazione del lavoro”, affermano Serone D’Alò e Pecorale.

Il quadro teramano si inserisce in un contesto regionale altrettanto critico. In Abruzzo il tasso di occupazione femminile è fermo al 52,1%, a fronte del 72% di quello maschile, segnando un divario di quasi venti punti percentuali. Specularmente, il tasso di inattività raggiunge il 43,4% tra le donne e si ferma al 22,8% tra gli uomini.

Anche la gestione dei congedi parentali rispecchia questo forte squilibrio. Nel 2024, le lavoratrici abruzzesi hanno fruito di 262.784 giornate di congedo, contro le 48.748 accumulate dagli uomini. Ciò significa che l’84,4% del tempo dedicato alla cura dei figli grava interamente sulle spalle delle donne. “Dietro questi numeri c’è una responsabilità politica precisa – incalzano dal PD –. Da otto anni la destra governa la Regione, ma sulle donne e sulle famiglie mancano una politica strutturale per l’infanzia, servizi adeguati e misure capaci di sostenere davvero l’occupazione femminile”.

Sotto accusa vi è in particolare la situazione dei servizi per la prima infanzia: l’Abruzzo offre appena 28 posti ogni 100 bambini tra zero e due anni. Tale valore si colloca al di sotto del precedente obiettivo europeo (fissato al 33%) ed è molto distante dal nuovo traguardo comunitario del 45%. “La disponibilità dei nonni non può diventare la politica regionale per l’infanzia. E una donna non può essere costretta a scegliere tra un figlio e il proprio lavoro perché la Regione non garantisce servizi adeguati. Non è giusto”, rimarcano le esponenti del partito.

Per rispondere a questa situazione, il PD Abruzzo propone l’adozione di un piano regionale straordinario per l’occupazione femminile e per la condivisione del lavoro di cura. Le proposte concrete includono l’incremento dei servizi per l’infanzia, sostegni stabili alla genitorialità, incentivi per le imprese che applicano modelli organizzativi realmente compatibili con la vita familiare e l’istituzione di un monitoraggio permanente sulle dimissioni dei genitori. Secondo la segreteria del PD, le misure temporanee non bastano: “I bonus sono temporanei. Servono politiche strutturali, servizi accessibili e certezze. La maternità non può continuare a essere uno dei principali fattori di espulsione dal lavoro. Ogni donna costretta a dimettersi perde reddito, autonomia e prospettive professionali, mentre l’intera economia regionale perde competenze e possibilità di crescita”.

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