The news is by your side.

Manoppello ricorda i 66 minatori morti a Marcinelle nell’incendio di una miniera

453

Manoppello. L’Amministrazione comunale di Manoppello si appresta a commemorare, domenica 7 e lunedì 8 agosto, le vittime del disastroso incendio della miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle in Belgio, in cui persero la vita 262 minatori, di cui 136 erano italiani. Di questi 60 erano abruzzesi, 23 di loro provenivano Manoppello per questo considerata “Città Martire”.  Fu il terzo incidente minerario per il numero di morti italiani, dopo quelli negli Stati Uniti del 1907 a Monongah e del 1913 a Dawson.

 

A sessantasei anni dal tragico rogo, mentre in Belgio il sindaco Giorgio De Luca e il presidente del Consiglio comunale Roberto Cavallo parteciperanno alle celebrazioni promosse a Charleroi, nel sito delle ex miniere del Bois du Cazier, oggi centro studi e museo, cui prenderanno parte autorità italiane ed europee; a Manoppello sono programma una serie di attività alla presenza del vicensindaco Melania Palmisano, degli assessori Giulia De Lellis, Antonio Costantini e Maria Esposito e dei consiglieri comunali, in programma da domani, domenica 7 agosto e organizzate dal Comune, dal Centro studi Marcinelle guidato da Davide Castellucci e dall’Oratorio San Nicola.

 

Si parte, domani, domenica 7 agosto nei locali Centro studi Marcinelle, in via Roma, alle 17,30, con la proiezione del docufilm “Manoppello dopo l’8 agosto”, cui seguirà un incontro-dibattitto che vedrà coinvolti giovani e bambini della città che hanno svolto un lavoro di ricerca storica e testimonianza sul tema. Subito dopo, alle 19, sarà possibile partecipare alla presentazione del volume “Lavoro, carbone e morte” di Raffaele Bortoliero, che racconta, a partire dalla storia del padre, minatore in Belgio, le vicende che interessarono “fra lavoro, sofferenze e speranze” le famiglie di emigranti.

 

Nella notte fra domenica e lunedì, in piazza Marcinelle saranno accese 262 candele per ricordare le vittime della tragedia del Bois du Cazier, comunemente riconosciuta come la catastrofe per antonomasia degli italiani all’estero.

 

Lunedì 8 agosto in concomitanza con la cerimonia che si svolgerà in Belgio, alle ore 8, Manoppello ricorderà le vittime di Marcinelle con la solenne cerimonia di commemorazione, la lettura dei nomi delle vittime abruzzesi e la deposizione della corona d’alloro al monumento che ricorda i minatori. Non mancheranno i momenti dedicati alla testimonianza grazie al coinvolgimento delle vedove manoppellesi Maria Di Valerio e Lucia Romasco, che persero giovanissime i loro compagni, minatori in Belgio, e dei familiari delle vittime.

Successivamente, ore 9, è prevista la visita alla Cappella Vittime di Marcinelle, recentemente ristrutturata dal Comune e ospitata nel cimitero comunale nei pressi della Basilica del Volto Santo, per l’omaggio floreale e un momento di preghiera.

 

Alle 19 una santa messa onorerà i minatori di Marcinelle.

Le celebrazioni si concluderanno in serata con la messa in scena della rappresentazione teatrale “Rosario” di Antonio Luise (piazza Marcinelle, ore 21,30).

“Dopo due anni di assenza a causa della pandemia, il Comune di Manoppello tornerà a testimoniare il suo legame profondo con Marcinelle partecipando in Belgio alla tradizionale commemorazione delle vittime dell’incentro del Bois du Cazier – ha detto il sindaco Giorgio De Luca -. Quella di Marcinelle non fu la prima né l’ultima tragedia sul lavoro, ma rappresenta uno dei tasselli più dolorosi del variegato mosaico della migrazione italiana nel mondo e impone una riflessione a tutti i livelli, perché ricordare le vittime del Bois du Cazier significa anche indicare una strada al nostro vivere quotidiano e fare un’analisi critica sulle logiche di sfruttamento e i rischi sul lavoro. Come ho avuto modo di dire in più occasioni – ha aggiunto il primo cittadino – il mio legame con Marcinelle oltrepassa il ruolo di primo cittadino, collocandosi di fatto in una dimensione più intima, la stessa che coinvolge tanti cittadini di Manoppello e che appartiene al nostro vissuto di comunità, anche dopo 66 anni.”

 

Le celebrazioni in memoria dei minatori vittime del fuoco del Bois du Cazier, si svolgeranno alla presenza dei rappresentanti delle Stato, autorità regionali e locali, sindacati, associazioni, non solo a Manoppello ma anche nei Comuni Lettomanoppello e Turrivalignani.

 

Cosa accadde 65 anni fa in Belgio.

 

Una delle più gravi tragedie minerarie della storia si verificò l’8 agosto 1956, nella miniera di carbone di Bois du Cazier (appena fuori la cittadina belga di Marcinelle) dove si sviluppò un incendio che causò una strage. 262 minatori morirono, per le ustioni, il fumo e i gas tossici. 136 erano italiani.

Erano le 8 e 10 dell’8 agosto 1956 quando le scintille causate dal corto circuito fecero incendiare 800 litri di olio in polvere e le strutture in legno del pozzo. L’incendio si estese alle gallerie superiori, mentre sotto, a 1.035 metri sottoterra, i minatori venivano soffocati dal fumo. Solo sette operai riuscirono a risalire. In totale si salvarono in 12. Il 22 agosto, dopo due settimane di ricerche, mentre una fumata nera e acre continuava a uscire dal pozzo sinistrato, uno dei soccorritori che tornava dalle viscere della miniera non poté che lanciare un grido di orrore: «Tutti cadaveri!».

In ricordo della tragedia, oggi la miniera Bois du Cazier è patrimonio Unesco.

La tragedia della miniera di carbone di Marcinelle è soprattutto una tragedia degli italiani immigrati in Belgio nel dopoguerra.

Tra il 1946 e il 1956 più di 140mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia. Era il prezzo di un accordo tra Italia e Belgio che prevedeva un gigantesco baratto: l’Italia doveva inviare in Belgio 2mila uomini a settimana e, in cambio dell’afflusso di braccia, Bruxelles si impegnava a fornire a Roma 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore.

Il nostro Paese a quell’epoca soffriva ancora degli strascichi della guerra: 2 milioni di disoccupati e grandi zone ridotte in miseria. Nella parte francofona del Belgio, invece, la mancanza di manodopera nelle miniere di carbone frenava la produzione. Così si arrivò al durissimo accordo italo-belga.

Articoli più letti

Ultimi articoli