Civitella Alfedena. A una settimana dalla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, 16 e 12 anni, il caso continua a tenere con il fiato sospeso familiari e investigatori. Delle due sorelle, allontanatesi nella notte tra il 7 e l’8 giugno dalla comunità educativa di Civitella Alfedena, non è stata trovata alcuna traccia.
Mentre le ricerche proseguono tra i boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo e nelle aree circostanti, emergono nuovi elementi che aiutano a comprendere il profondo disagio vissuto dalle ragazze negli ultimi anni. Tra questi ci sono alcune lettere scritte alla madre, Valentina D’Acunto, che oggi assumono un significato particolarmente intenso.
Come riporta La Repubblica, una delle lettere più recenti contiene parole cariche di sofferenza e nostalgia. «Cara mamma, sappi che ti ho voluto sempre bene. Senza di te non ce la faccio più», avrebbe scritto Alisya, manifestando il dolore per la lontananza dalla donna e il desiderio di riabbracciarla.
Le due sorelle vivevano nella struttura protetta da circa due anni, dopo una lunga vicenda giudiziaria che aveva coinvolto entrambi i genitori. Dalle lettere emergerebbero sentimenti di solitudine, malinconia e la speranza di poter tornare un giorno a vivere una situazione familiare più serena.
Gli investigatori stanno valutando ogni possibile pista. L’assenza di tracce nei boschi e nelle zone circostanti alimenta il sospetto che qualcuno possa aver aiutato le ragazze ad allontanarsi dalla comunità. Un’ipotesi che resta al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Sulmona.
Nel frattempo, sia il padre Stefano Di Giacinto sia la madre continuano a lanciare appelli pubblici affinché le figlie facciano sapere che stanno bene. Le parole affidate da Alisya alla lettera, però, restano uno degli elementi più toccanti di questa vicenda: il racconto di una ragazza che, dietro le carte processuali e le decisioni dei tribunali, esprimeva soprattutto il bisogno di sentirsi vicina alla propria madre.
Oggi quelle righe vengono rilette con apprensione e speranza, mentre l’Italia segue con crescente attenzione una storia che attende ancora una risposta.



