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Magneti Marelli di Sulmona, i sindacati chiedono confronto con azienda

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Sulmona. “Il malessere espresso in questi giorni dai lavoratori dello stabilimento Sistemi Sospensioni Sulmona e’ da tempo a noi noto. Sono mesi che abbiamo denunciato le problematiche che lo hanno portato in essere. Riteniamo che sia stato determinato da una gestione ‘scellerata’ da parte di coloro che sono responsabili della stessa nei confronti dei lavoratori e della produzione”. E’ quanto scrivono in una nota FIM-CISL, UILM, UGL e RSA. Magneti Marelli“Premesso che il nostro stabilimento e’ il primo fornitore di Sevel – ricordano i sindacati – recentemente si e’ presentata la questione relativa all’ampliamento dei 18 turni, di cui tutti noi siamo a conoscenza, in conseguenza dell’aumento della richiesta di volumi produttivi di oltre 1160 furgoni al giorno e circa 3000 veicoli in piu’ al mese rispetto ai numeri dell’anno scorso. Nonostante cio’, sindaati e RSA hanno richiesto ripetutamente alla direzione aziendale che la gestione dei 18 turni fosse organizzata in modo tale da consentire un minor carico di lavoro sulla ‘pelle’ dei lavoratori. Purtroppo registriamo che l’ottusita’ aziendale ha causato una situazione di assoluta incapacita’ gestionale dell’officina portando i lavoratori ad uno stato di legittima esasperazione. Pertanto riteniamo che non sia piu’ rinviabile l’apertura di un confronto immediato con la direzione aziendale sui seguenti punti: organizzazione del lavoro come da verbale della commissione ‘organizzazione e sistemi produttivi’ di stabilimento del 02/12/2015; gestione officina e del personale, per la quale e’ stato proclamato lo sciopero il 16/10/2015; ottimizzazione dei 18 turni nell’ottica di un auspicabile aumento delle squadre a garanzia di un miglioramento delle condizioni lavorative, con organizzazione di una turistica, da esporre presso le UTE, di almeno 6 settimane; ripristino del reparto di manutenzione elettrica e meccanica con le precedenti potenzialita’, ripristino necessario a rendere efficienti gli impianti che attualmente non riescono a garantire l’aumento di produzione richiesta; pianificazione industriale e investimenti previsti (progetto Giorgio?); riassorbimento del Cds con aumento occupazionale, come da verbale della commissione ‘organizzazione e sistemi produttivi’ del 03/03/2016; analisi preventiva con esposizione dei tempi di lavoro con una reale tabella di produzione a bordo macchina come da verbale di riunione del CDF del 19/01/16; richiesta di una bacheca sindacale all’interno delle UTE; risoluzione del problema relativo al trasporto per i lavoratori pendolari, come da richiesta delle RSA del 22/10/2015 e ripristino del corretto funzionamento del servizio mensa adeguato alla turistica in uso. Le scriventi organizzazioni sindacali – conclude la nota – e le RSA di FIM, UILM e UGL si dichiarano, essendo la situazione creatasi a noi non imputabile, indisponibili a qualsiasi discussione che non conduca alla soluzione delle problematiche sopra citate”.

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