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Lucera, gattino entra in negozio per ripararsi dalla pioggia, la proprietaria gli spezza la schiena a colpi di scopa e dichiara: “Gli animalisti vanno impiccati”. I volontari di Pescara chiedono di non acquistare più nulla da lei

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Lucera. “L’unica cosa che mi dispiace è che tutti quelli che amano gli animali non vengano impiccati…
Questo è quanto ha dichiarato la tizia che a Lucera (Foggia) ha ucciso a colpi di scopa un gattino entrato nel suo negozio, spezzandogli la colonna vertebrale.
È scattata la denuncia, ma sappiamo purtroppo che non avrà mai una pena commisurata alla barbarie che ha commesso.
Noi vogliamo sperare che nessuno mai metta più piede nel suo negozio, vogliamo sperare nell’isolamento sociale di questa schifosa assassina, non solo da parte di coloro che amano gli animali, nella consapevolezza che chi usa tanta infame violenza contro un esserino inerme è capacissimo di usarla anche contro altri esseri indifesi, che siano anziani, bambini o disabili!
Che passo il resto della sua miserabile vita sola e schifata da tutti.”

Il post shock è stato condiviso da Animalisti volontari Pescara, per manifestare tutta la propria rabbia nei confronti della proprietaria di un negozio di Lucera: la donna, con una spietatezza efferata e gratuita, ha impugnato una scopa e ha ucciso il povero animale, malauguratamente entrato nel locale per trovare riparo dalla pioggia. Fin dove può arrivare la crudeltà? Dove si può trovare il coraggio per ammazzare a sangue freddo un animaletto indifeso? Pietà, compassione, empatia, solidarietà sono parole straordinarie assenti nel vocabolario di certe “persone”, che costituiscono una vera e propria minaccia per la società. “Persone” che hanno anche smarrito il senso più autentico della misericordia nel periodo natalizio.

Anche l’ambulatorio veterinario di Vincenzo Minuto lancia un’allarme sociale e va dritto al cuore del problema, l’assenza di leggi che tutelino davvero il mondo dei quattro zampe: “Un altro gatto è stato ucciso a bastonate a Lucera (FG).

La gattina aveva cercato riparo in un negozio di abbigliamento in via IV novembre e hanno pensato bene di romperle la colonna vertebrale per farla uscire.
La gattina è morta dopo poche ore.
Non ho parole e non ho più neanche lacrime, le ho piante tutte, ho solo rabbia, tanta rabbia.
Sono stanco di scrivere queste cose, sono stanco perché non cambia niente, perché chi li ama soffre e chi non se ne frega niente continua a non fregarsene.
I politici narcisi con le loro code di pavone aperte propongono pene più severe, ben sapendo che non saranno mai applicate: l’Italia è una nazione in cui si fanno costantemente leggi nuove per mettere in mostra chi le propone ma non si fa nulla, dico nulla, per farle funzionare.
Ma che cosa sono diventati gli uomini? Come si fa a non provare nessuna pietà? Come si fa a non capire la paura negli occhi di una povera bestiola terrorizzata?
Ecco, gli occhi sono occhi, sono uguali in tutti, gli occhi di un gatto sono identici agli occhi di tuo figlio che dici di amare con tutto te stesso. Chi non prova amore per le povere creature non può amare neanche i suoi figli, amerà il cognome, il casato, la posizione sociale ma non amerà mai l’essenza umana in essi.
Siamo tutti figli di un’unica natura, di un unico Dio per chi ci crede, il dolore è uguale per tutti, il sistema nervoso è identico per tutti, la disperazione è uguale per tutti.
La cosa assurda è che c’è ancora gente che trova assolutamente normale la violenza sugli animali e godono del loro sadismo perché tanto non gli succederà nulla, tanto hanno ucciso solo un gatto.
Per alcune persone un gatto può essere tutto, può essere l’unica ragione per svegliarsi al mattino, può essere l’unica sorgente di affetto in un mondo di anime surgelate.
E poi ci sono quelli che fanno finta di amare gli animali ma aizzano il pitbull contro i gatti per assistere gratuitamente ad un trionfo di violenza e potere. Che Dio li maledica, l’inferno è per loro e non per il povero cane trasformato volutamente in un demone assassino.
Chiedo scusa a tutti voi ma questa sera mi vergogno di essere un uomo”.

Intanto Walter Caporale, di Animalisti Italiani Onlus, si prepara a recapitare una calza della befana piena di carbone: destinataria, ovviamente, la colpevole di tale orrendo misfatto. Inoltre è prevista una manifestazione per venerdì 27 dicembre, alle 11, proprio nella via dove si trova il negozio in questione. (r.p)

 

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