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L’Innovation Hackathon porta oltre 40 giovani talenti a confrontarsi con le sfide delle imprese

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
24 Ottobre 2026
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Pescara. Trasformare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale in soluzioni concrete per le imprese, mettendo alla prova talento, creatività e capacità di lavorare in squadra.

È questa la sfida che ha animato la nona edizione dell’Innovation Hackathon, conclusasi oggi all’Aurum di Pescara nell’ambito della XIII edizione di InnovAzioni – Festival nazionale dell’Innovazione, promosso da Confindustria Abruzzo Medio Adriatico in partnership con Fondazione Pescarabruzzo.

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Intitolata “Beyond the Prompt”, l’edizione 2026 ha coinvolto 42 universitari e giovani talenti, chiamati a confrontarsi con tre sfide reali proposte dalle aziende associate Arkema, CDSTEEL e CIER.

Il titolo scelto per questa edizione esprime il senso della sfida: in un momento storico in cui l’Intelligenza Artificiale sta trasformando profondamente il modo di studiare, lavorare e fare impresa, non basta saper utilizzare uno strumento o formulare una richiesta efficace. Occorre andare oltre il prompt, imparando a interpretare i bisogni, valutare le risposte, individuare opportunità e trasformare la tecnologia in valore.

Dall’apertura alle sfide aziendali: due giornate di confronto e innovazione

I lavori si sono aperti giovedì 22 ottobre con una mattinata dedicata al rapporto tra innovazione, competenze e sviluppo del capitale umano, con l’intervento di Lino Olivastri, consigliere nazionale della Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria, che ha dichiarato: “L’Innovation Hackathon è giunto ormai alla nona edizione: un percorso che nel tempo si è affinato, rafforzando le modalità di lavoro e l’interazione tra mondo accademico, imprese associate a Confindustria e studenti. Il tema di questa edizione è “Oltre il Prompt. Perché il futuro non si costruisce da solo”. Oggi, superate le diffidenze e le posizioni ideologiche, abbiamo iniziato a comprendere che l’intelligenza artificiale è ormai pervasiva e che la utilizziamo, spesso anche inconsapevolmente, nella nostra vita quotidiana. È arrivato quindi il momento di riflettere su come orientare positivamente questa straordinaria risorsa tecnologica. Oggi è diventato quasi un luogo comune formulare un prompt e ottenere una risposta immediata a qualsiasi domanda. Ma questa apparente semplicità rischia di mortificare il ruolo dell’uomo, che è stato ed è tuttora al centro del progresso. Torniamo allora alla parola magica: prompt, dal latino promptus, participio di promere, cioè “trarre fuori”, “portare alla luce”. Prima di assumere l’attuale significato informatico, questa parola ha attraversato un lungo percorso: dal concetto di prontezza e disponibilità immediata fino al suggerimento della battuta teatrale, per arrivare oggi a essere associata all’atto di chiedere. Nell’intelligenza artificiale, chiedere significa formulare una richiesta attraverso istruzioni e contesto, eventualmente accompagnati da immagini, audio o altri dati, in base alle capacità del modello utilizzato. Per questo dobbiamo ripartire da tre concetti chiave: cultura, per comprendere la complessità; creatività, per immaginare ciò che ancora non esiste; responsabilità, per decidere che cosa è giusto fare.”

Sono poi intervenuti Barbara Iannone, delegata alla Terza Missione dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Antonio Prencipe, delegato al Placement & Student Experience dell’Università degli Studi di Teramo e Luciano Fratocchi, professore ordinario di Ingegneria Gestionale dell’Università degli Studi dell’Aquila. E’ seguito l’intervento di Francesca Della Torre, Consigliera Fondazione Pescarabruzzo, che ha condiviso con noi questo percorso contribuendo a rafforzare ulteriormente l’ecosistema dell’innovazione, delle competenze e della crescita del capitale umano. Spazio anche alla presentazione delle premialità formative collegate all’iniziativa, con Serena Sarmiento, Delivery Coordinator Abruzzo e Molise di Gi Group.

Il pomeriggio di venerdì 23 ottobre ha visto l’intervento da remoto di Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione ministeriale per la valorizzazione e la promozione delle eccellenze italiane – già Vicepresidente di Confindustria per Education e Capitale Umano, che ha affrontato il tema dei percorsi formativi delle università e degli ITS, questi ultimi diventati uno dei più efficaci strumenti di collaborazione tra formazione e impresa.

Tre imprese, tre sfide concrete per applicare l’Intelligenza Artificiale

Momento centrale della mattinata è stato il Challenge Reveal, durante il quale sono state presentate le tre sfide aziendali affidate ai partecipanti. Dalle ore 11 del 22 ottobre, i giovani hanno avviato il lavoro progettuale, proseguito nella giornata successiva fino alla consegna dei progetti e alla presentazione finale. I casi proposti hanno offerto ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con esigenze differenti, accomunate dalla necessità di individuare applicazioni dell’AI capaci di migliorare processi, decisioni e competitività.

Per Arkema, azienda con stabilimento abruzzese a Gissi (CH), che produce additivi e resine, la sfida ha riguardato l’automazione dei prodotti certificati. L’obiettivo era immaginare una soluzione basata sull’Intelligenza Artificiale in grado di raccogliere e gestire automaticamente i dati, monitorare il bilancio di massa dei materiali certificati e produrre la documentazione necessaria, riducendo tempi, costi ed errori.

Il caso CDSTEEL, azienda specializzata nella carpenteria metallica di Mosciano Sant’Angelo (TE), ha posto l’attenzione sulla gestione logistica dei manufatti lungo la filiera produttiva. Ai partecipanti è stato chiesto di immaginare una piattaforma intelligente capace di tracciare i componenti nelle diverse fasi, dalla produzione al montaggio, segnalando criticità e ritardi potenziali prima che si traducano in costi aggiuntivi.

La terza sfida è stata proposta da C.I.E.R. – Compagnia Italiana di Ecologia e Riciclaggio, azienda con sede a Castellalto (TE), attiva nel riciclo delle bottiglie in PET post-consumo, nella produzione di materia prima riciclata e nella realizzazione di lamine per termoformatura. In questo caso, i giovani sono stati chiamati a definire una roadmap per introdurre l’Intelligenza Artificiale nell’organizzazione aziendale, individuando le applicazioni in grado di generare il maggiore valore per l’intero sistema produttivo.

Le sfide sono state presentate da Cristiano Paolucci, Site Manager di Arkema, Marta Vannucci, co-founder di CDSTEEL, e Chiara Di Giacinto, Chief Financial Officer di CIER.

Merito e talento al centro: i vincitori della nona edizione

L’edizione 2026 ha premiato le tre squadre di studenti universitari che hanno saputo interpretare al meglio le sfide proposte dalle imprese associate, elaborando soluzioni innovative a partire da casi aziendali reali.

Ecco le squadre vincitrici premiate da Luigi Di Giosaffatte Direttore Generale Confindustria Abruzzo Medio Adriatico:

Per ARKEMA, vince la squadra composta da Pierpaolo Caramanico e Andrea Ciampi dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e da Sara Cerqueti e Diego Cola, Università degli Studi di Teramo.

Per CDSTEEL, vince il team di Guido Giuseppe Di Paolo e Andrea Liberatore, Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Ludovica Dina Ippoliti, Università degli Studi di Teramo e Piera Pacchione, Università Luiss Guido Carli.

Per CIER, vince la squadra composta da Paolo Sacchetti, Università degli Studi dell’Aquila, Elmotaz Sarpi e Sztefany Deborah Szalkai, Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e Paolo Borrelli, Università Luiss Guido Carli.

La nona edizione si è distinta per un’importante novità nel processo di selezione dei partecipanti: per la prima volta, l’ammissione degli studenti in gara non è stata determinata esclusivamente dall’ordine cronologico delle iscrizioni, ma ha valorizzato merito, talento ed esperienze maturate sul campo. Sono stati selezionati giovani che hanno già preso parte a challenge, hackathon, startup competition, percorsi di innovazione e iniziative realizzate in collaborazione con il mondo delle imprese.

L’interesse per l’iniziativa è testimoniato da un altissimo numero di candidature ricevute, oltre 70, provenienti da quattro atenei: Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Teramo, LUISS Guido Carli. Gli studenti sono stati suddivisi in nove team di lavoro eterogenei, favorendo il confronto tra percorsi formativi e competenze differenti. I profili coinvolti spaziano soprattutto dagli ambiti economico-manageriale, della comunicazione e del marketing alla giurisprudenza e alle scienze politiche, fino all’ingegneria elettronica, meccanica e gestionale, confermando il valore della contaminazione interdisciplinare nella ricerca di soluzioni innovative.

Tra le novità dell’edizione 2026, un ruolo di rilievo è stato assunto dalla collaborazione con Fondazione Pescarabruzzo, partner dell’iniziativa, che rafforza il legame tra formazione, innovazione e sviluppo del capitale umano. Una sinergia che contribuisce a sostenere la crescita delle nuove generazioni e a promuovere occasioni concrete di incontro tra università e imprese. «L’innovazione nasce dall’incontro tra competenze, idee e risorse e diventa motore di crescita quando si traduce in opportunità concrete. È questa la visione che condividiamo con Confindustria attraverso Innovation Hackathon e che la Fondazione Pescarabruzzo ha ulteriormente rafforzato con la nascita del Pescarabruzzo Innovation Hub, incubatore e acceleratore di startup all’interno del nostro MicHub – Cantiere della Creatività e della Conoscenza. Fare sistema, investire nei talenti e trasformare le idee in nuove prospettive di sviluppo e occupazione, soprattutto per i giovani, significa dare forza al presente e costruire il futuro del nostro territorio», ha dichiarato il Prof. Nicola Mattoscio, Presidente della Fondazione Pescarabruzzo.

La valutazione dei progetti è stata affidata a una commissione composta da undici membri, espressione del mondo accademico, del sistema associativo e delle imprese. Ne hanno fatto parte Barbara Iannone dell’Università “G. d’Annunzio”, Antonio Prencipe dell’Università di Teramo, Luciano Fratocchi dell’Università dell’Aquila e Fabio Conocchioli, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, insieme ai rappresentanti delle aziende promotrici dei casi proposti, Cristiano Paolucci, Marta Vannucci e Chiara Di Giacinto, a Francesca Della Torre, consigliera di Fondazione Pescarabruzzo, a Greta Vega De Carmine, rappresentante di Gi Group, e a Massimo Pomilio, rappresentante di Pomilio Blumm. Un confronto qualificato tra competenze diverse, chiamato a individuare le proposte capaci di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze delle imprese.

Formazione e opportunità professionali per i vincitori

L’Innovation Hackathon non si esaurisce nella competizione, ma punta a offrire ai giovani delle occasioni concrete di crescita e approfondimento. Grazie alla collaborazione con Tack TMI e Gi Group, sono previste due pillole formative dedicate all’Intelligenza Artificiale: “L’arte del prompting: parlare con l’AI (senza farsi ingannare)” e “Ruoli che evolvono… con l’AI”. Due percorsi pensati per approfondire sia l’utilizzo consapevole degli strumenti sia le trasformazioni che stanno interessando il mondo del lavoro. Si rinnova inoltre la collaborazione con Pomilio Blumm, che offrirà alle tre squadre vincitrici l’opportunità di trascorrere una giornata nella propria Cittadella, partecipando a un percorso di formazione sui più attuali strumenti di Intelligenza Artificiale. Venerdì 23 ottobre, dopo la consegna dei progetti e la fase di presentazione finale, la cerimonia di premiazione ha concluso l’iniziativa, riconoscendo il lavoro svolto dai team e le soluzioni sviluppate per rispondere alle esigenze delle aziende coinvolte. Le due giornate sono state moderate da Claudia Pelagatti, adviser per Affari Internazionali, Formazione, Education e Capitale Umano di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico.

I numeri

Nelle prime otto edizioni, l’Innovation Hackathon ha coinvolto complessivamente 24 aziende e 576 studenti universitari provenienti da oltre dieci atenei italiani. Un percorso che testimonia la capacità dell’iniziativa di creare connessioni tra università e imprese, trasformando le competenze acquisite durante la formazione in esperienze applicate e opportunità di collaborazione. Con la nona edizione, l’Innovation Hackathon rinnova dunque il proprio impegno nel promuovere una cultura dell’innovazione fondata sulla collaborazione, sulla sperimentazione e sulla valorizzazione delle competenze. Perché andare oltre il prompt significa soprattutto andare oltre le risposte già disponibili, imparando a porre le domande giuste e a trasformare le idee in opportunità per il futuro delle imprese.

__________________

Come ogni anno, InnovAzioni è il risultato di un importante gioco di squadra, che vede coinvolti prestigiosi partner nella realizzazione di un grande evento, in primis la Fondazione Pescarabruzzo, partner dell’iniziativa.

Il progetto gode del Patrocinio di: MIMIT, Comune di Pescara, Camera di Commercio Chieti Pescara, Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, FIRA, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti- Pescara, Ingenium European University, Università degli Studi di Teramo, dell’Università degli Studi dell’Aquila, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, RetImpresa, con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano e con la collaborazione di Luiss e Innovalley nonché della Sezione Servizi Innovativi e del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico. Media partners saranno Il Centro – Quotidiano d’Abruzzo, Rete8, Radio Delta1, Radio ISAV, Economy Group e The Italian Version.

InnovAzioni è un format diventato di successo grazie anche alla stretta collaborazione con le aziende del territorio e le multinazionali che credono nel valore del fare impresa unendo creatività, valori ed economia. Ringraziamo le aziende sponsor dell’evento 2026: Audi Pasquarelli Auto, Crédit Agricole Italia, DataOne in qualità di main sponsor assieme ai golden sponsor ERA Group, Gi group, Selmec, SIA Servizi, i silver sponsor Edenred e Profili Aziendali, i bronze sponsor Cericola S.r.l., Iocco srl e Maico, i partner Business121, Cantina Marramiero, Coesum, Loading e Secretel Service.

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