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Legge urbanistica, per Cgil è mancato confronto. Del Fattore: testo contiene principi molto generici

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Pescara. Cgil Abruzzo critica nei confronti della legge urbanistica in discussione in Consiglio regionale, per gli effetti su mondo del lavoro e comparto costruzioni. “E’ una legge che meriterebbe riflessione approfondita e confronto fra le parti, una discussione pubblica capace di coinvolgere parti sociali, associazioni ambientaliste e culturali, ma ciò non è avvenuto”: così in conferenza stampa a Pescara il segretario regionale Cgil Abruzzo, Sandro Del Fattore. “Non critichiamo solo il metodo, ma anche alcuni contenuti; la legge dovrebbe individuare priorità del territorio abruzzese, mentre vengono individuati principi molto generici, sussidiarietà, efficienza; principi giusti, ma che valgono per qualsiasi territorio. Ci auguriamo non vengano fatte forzature nelle prossime ore” ha aggiunto Del Fattore. Tra le priorità indicate dalla Cgil: “L’Abruzzo è un territorio ad alto rischio sismico e idrogeologico, la legge dovrebbe prevedere l’elaborazione di un grande Piano per la messa a norma e sicurezza di edifici che hanno un elevato rischio”.

“Il territorio abruzzese”, ha proseguito Del Fattore, “è composto da tanti piccoli comuni, collinari e montani, che stanno subendo un processo costante di spopolamento, con mancanza di servizi, opportunità di lavoro ed economiche; una legge urbanistica dovrebbe prevedere una pianificazione capace di portare un piano di sviluppo”. In terzo luogo, ha elencato ancora il sindacalista, “servirebbe un grande Piano di infrastrutture a sostegno di politiche di sviluppo e industriali per creare nuovi posti di lavoro. Nella legge questi aspetti sono trattati molto superficialmente o non trattati, ma c’è un punto più delicato ancora e di maggiore criticità, perché la Legge dice che bisognerebbe evitare nuovo consumo di suolo. Un principio giusto, ma il problema è che molti articoli della Legge lo contraddicono, perché, se da una parte si dice che si devono perimetrare le aree edificate, dall’altra si lascia edificare anche al di fuori dei perimetri delle aree edificate, prevedendo deroghe alle normative vigenti e contraddicendo il principio del non consumo di suolo”.

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