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Fondi cultura: lascia direttore artistico Estate Frentana, polemiche da Talami di Orsogna

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Lanciano. Niente fondi regionali all’Estate Musicale Frentana, si dimette per protesta il direttore artistico, Luigi Piovano, primo violoncello solista dell’Orchestra Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. “La decisione ¬ spiega Piovano ¬ è frutto del mancato appoggio politico finanziario che ci fa muovere in un ambito strettissimo e anche, forse, figlio di una certa ignoranza nel non comprendere fino in fondo lo straordinario lavoro svolto in questi ultimi anni e la qualità dello stesso”. consiglio_regionale_aulaGiovedì scorso il Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato una legge ‘omnibus’ che assegna, tra l’altro, fondi a istituzioni culturali tra le quali non è compresa, appunto, l’Estate Frentana. “Alla base di queste scelte ¬ ha sostenuto in assemblea il sindaco, Mario Pupillo ¬ c’è l’evidente incapacità della Regione Abruzzo di leggere l’effettiva qualità di questa istituzione e riconoscere il suo lavoro di formazione”. Proprio nel corso di una riunione dell’Associazione Amici della Musica, presente il sindaco, è scattato l’allarme sul futuro della manifestazione, da 45 anni nota nel mondo.

Commenta il presidente dell’Efm, Omar Crocetti: “L’ultima speranza per non concludere una lunga storia è l’assegnazione di un finanziamento considerevole per il Furc (Fondo unico regionale per la cultura) entro fine anno, altrimenti sarà impossibile continuare. Ora la situazione è insostenibile e non è possibile continuare nemmeno la programmazione dei prossimi concerti se non arriveranno i fondi Peg già deliberati, quelli promessi dai vertici regionali e quelli comunali a tutt’oggi non sono pervenuti. Possiamo solo aspettare il 31 dicembre 2016 e sperare nell’erogazione del Furc, idoneo a un nuovo salvataggio e con cui tornare dal Ministero anche con un nuovo progetto per rinegoziare il Fus per il 2017, altrimenti la nostra storia finisce qui”. L’Efm ha subito infatti l’azzeramento dei fondi del Fus (Fondo unico per lo spettacolo) dal Ministero dei Beni Culturali per il 2016. Tali fondi sono strettamente legati a quelli regionali, lo scorso anno soli 10 mila euro. “Io non ho paura di mettermi contro i vertici regionali – ha detto il sindaco Pupillo – e farò di tutto per far capire a Luciano D’Alfonso la valenza dei corsi musicali estivi. Chiederò 100 mila euro di Furc per compensare le mancanze di fondi degli ultimi due anni: sarà questo il mio compito, con un impegno preciso che prendo, e chiedo a Crocetti di venire con me al ministero dei Beni Culturali e riportare i finanziamenti con un piano di salvataggio, come già fatto nel 2010, che prevede un’intera riforma culturale anche per le altre istituzioni della città”.

“Ancora una volta la massima Assemblea abruzzese esclude dall’assegnazione di fondi per la cultura i Talami di Orsogna, una delle manifestazioni culturali italiane più antiche, che nel 2011 il ministero del Turismo ha dichiarato ufficialmente ‘Patrimonio d’Italia per la tradizione'”: lo dichiara in una nota il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, in seguito all’approvazione, nella seduta del Consiglio regionale d’Abruzzo del 17 novembre, della legge regionale su centri di ricerca e istituzioni culturali. “Non un centesimo – prosegue Montepara rivolgendosi al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio – è stato previsto nella legge che ha dispensato centinaia di migliaia di euro ad altre istituzioni e manifestazioni per le quali la mia comunità nutre profondo rispetto, anzi siamo felici quando gli enti pubblici finanziano la cultura. Ma la mappa che ne viene fuori evidenzia scelte legate esclusivamente alle enclave elettorali dei consiglieri regionali. E non mi riferisco a questo o quello schieramento. Lei stesso, caro presidente, parla in una nota di un riconoscimento alla ‘vivacità culturale dei territori’. Per quanto ci riguarda, evidentemente al nostro territorio manca un ‘santo’ che lo riconosca in Consiglio regionale, visto che è questa l’unica logica che vale. Continueremo a fare da soli ¬ conclude Montepara – a farci conoscere e riconoscere, e a contribuire alla cultura e al turismo di questa regione anche senza di voi, sempre più distanti dalle reali esigenze dei territori. Ovviamente, mi auguro che i cittadini ne tengano conto al momento giusto”.

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