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Le vittime della valanga erano sciatori esperti, sgomento e dolore tra gli amici conosciuti sulle piste

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L’Aquila. Sgomento tra gli amici conosciuti proprio sulle piste. Massimo Urbani, 57 anni, e Massimo Franze’, 55, erano esperti sciatori così come il loro amico rimasto ferito, il 59enne Americo Guerrazzi. Erano tutti di Roma.

“Un gruppo di sciatori espertissimi. Non si sono parole. Ci siamo conosciuti sugli impianti di Campo Felice. Era un appuntamento fisso. Spesso ci incontravamo allo chalet degli Innamorati per il caffè il sabato. Loro da Roma e noi da Pescara. Una giornata terribile per noi”. A raccontarlo all’Ansa è Annamaria Paolucci, avvocato di Pescara, che insieme a un altro avvocato del capoluogo adriatico, Massimo Di Paolo, conoscevano i due sciatori morti sotto la valanga a Campo Felice durante un fuori pista. “Di loro si diceva che ‘aprivano gli impianti'”, dice ancora Annamaria. “Stanotte – prosegue – c’è stata tanta neve. Noi oggi non siamo andati agli impianti. La temperatura si è alzata…È una storia molto triste”. “Non erano né sprovveduti e né incoscienti. Il fato ha voluto che oggi accadesse questo”, dice ancora l’ avvocato Paolucci che su Facebook ha postato un ricordo per i due amici.

“È un puro caso che io sia vivo. Una combinazione del destino. Dovevo essere con loro ma stamattina quando sono arrivato l’impianto era ancora chiuso e non ho agganciato i miei amici”. Lo dice all’Ansa Massimo D’Azzena, medico di Roma, che frequenta assiduamente Campo Felice, dove sono morti due suoi amici travolti da una valanga durante un fuori pista.  “Quando è accaduto – ha spiegato – sono stato contattato da un nostro amico comune che mi chiedeva se stessi bene: ed è allora che mi ha detto della slavina. Ho capito subito che si trattava di loro. Siamo andati al punto critico e abbiamo visto l’elicottero del soccorso e i cani. C’erano anche
altri amici”, dice ancora D’Azzena. La scena è stata impressionante, continua: “Si è staccato un pezzo di montagna grosso, un dente di neve che si è accumulato col vento della notte”. Una dura lezione di fronte alla quale D’Azzena ora invita alla massima prudenza: “Le disgrazie accadono sempre ai più bravi”.

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