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Le divise degli operatori Asm non sono a norma: multati Tordera, Rosettini e Ianni. A processo ufficio acquisti

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L’Aquila. Si chiude con un’oblazione, una multa da 3.367 euro ciascuno, il procedimento per l’acquisto di divise non a norma per gli operatori dell’Aquilana società multiservizi (Asm), la municipalizzata che si occupa di rifiuti, a carico di Rinaldo Tordera, ex amministratore unico Asm e oggi direttore generale della Asl provinciale; Francesco Rosettini, suo successore, ma nominato dopo i fatti contestati, e Fabio Ianni, responsabile unico del procedimento. Il reato loro contestato era di natura contravvenzionale e, dunque, è stato definito con l’oblazione. Si tratta dell’ articolo 55, 4°comma, lettera b, del decreto legislativo 81/2008 che riguarda la sicurezza sul lavoro. Gli indagati erano assistiti dagli avvocati Antonio Valentini e Alessandro Piccinini.

Per la stessa vicenda, ma con un’accusa diversa, abuso d’ufficio, andrà invece a processo domani Daniele Adriani, responsabile dell’ufficio Acquisti della municipalizzata. Le divise ritenute non a norma, per una spesa di 58 mila euro, dovevano essere indossate in occasione dell’Adunata nazionale degli alpini svoltasi all’Aquila nel maggio 2015. L’accusato sarà assistito dall’avvocato Ferdinando Paone. Secondo l’accusa, sarebbe stata necessaria una gara e non bisognava ricorrere ad altre modalità per avere tale dotazione. A far scaturire le indagini era stato un esposto presentato dai segretari dell’epoca di quattro sigle sindacali: Rita Innocenzi (Fp Cgil), Primo Cipriani (Uil Trasporti), Roberto Bussolotti (Ugl igiene ambientale) e Valter Cucchiella (Fiadel).

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