Pianella. Torna anche quest’anno la Camminata tra gli Olivi, l’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio per valorizzare il patrimonio olivicolo italiano, riscoprendo i paesaggi, le tradizioni e l’identità delle comunità legate alla cultura dell’olio.
La decima edizione, in programma a livello nazionale domenica 25 ottobre, si svolge per il 2026 sotto il tema “Radici d’Italia, ogni cultivar una storia da raccontare”: un invito a conoscere la biodiversità olivicola e il profondo legame tra le varietà di olive, il territorio e le persone che, generazione dopo generazione, ne custodiscono la storia.
“A Pianella – spiega l’assessore alle attività produttive Annaida Sergiacomo – abbiamo scelto di darci appuntamento domenica 8 novembre, posticipando la nostra partecipazione per consentire il regolare svolgimento della raccolta delle olive, ancora in corso sulle nostre dolci colline. Una scelta che rispetta i tempi della natura e del lavoro agricolo, parte integrante della nostra identità e delle nostre tradizioni”.
Il programma
Ore 9:00 – Ritrovo in via Collecinciero n. 759/B
Ore 9:30 – Inizio della passeggiata
Ore 10:30 – Sosta con degustazione di pane e olio nuovo
Ore 12:00 circa – Fine della passeggiata
” Ospiti d’eccezione – aggiunge l’assessore – saranno il Cav. Silvano Ferri , Presidente del Consorzio DOP Aprutino Pescarese che ci guiderà alla scoperta della cultura olivicola, delle cultivar e dell’olio nuovo e lo storico Loris Di Giovanni che racconterà la storia dell’olio a Pianella partendo da un trappeto di epoca romana scoperto nel 2001 in località Conoscopane, per passare al Medioevo, al periodo farnesiano e all’Ottocento con gli studi del barone Camillo de Felici.
Allieterà la giornata il musicista Stefano Santedicola.
L’evento è gratuito ed aperto a tutti, adatto alle famiglie ed è possibile portare i propri amici a quattro zampe.
“Sarà un’occasione per vivere insieme il nostro territorio e per immergersi nel paesaggio olivicolo pianellese e per celebrare e assaporare il valore di una coltura che racconta la nostra storia, il nostro patrimonio e il legame autentico con la nostra terra.”



