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L’Aquila Capitale della Cultura 2026, torna Del Donno a Palazzo Ciccozzi per l’apertura delle Dimore storiche

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
20 Maggio 2026
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L’Aquila. Dopo il successo registrato e a grande richiesta, nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026, Palazzo Ciccozzi torna ad ospitare la grande esposizione dedicata al maestro Antonio Del Donno, figura storica dell’arte contemporanea internazionale.

L’appuntamento è per domenica 24 maggio, in occasione della Giornata nazionale delle Dimore storiche, promossa dall’Associazione dimore storiche italiane, giunta alla sedicesima edizione.

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La mostra, in programma a Palazzo Ciccozzi, in via Indipendenza, nei pressi di piazza Duomo, è organizzata da Spazio Indipendenza, hub per la formazione e l’innovazione, società del gruppo Abivet di Roma, di cui è presidente Maurizio Albano. Una realtà sbarcata all’Aquila per dare un contributo culturale e in tal senso sta valorizzando, con numerose iniziative, il settecentesco palazzo acquistato negli anni scorsi.

Proposta un’intensa lettura della produzione dell’artista beneventano Antonio Del Donno, fra gli anni Settanta e Duemila, per ripercorrere i momenti chiave della sua riflessione sulla parola, il segno e l’identità contemporanea.

“L’evento rappresenta un ritorno attesissimo, nato proprio dalla forte richiesta del pubblico e degli operatori culturali”, spiega il presidente Albano.

La mostra presenterà un percorso eccezionale attraverso alcune delle opere più iconiche e rare della produzione di Del Donno: i celebri “Vangeli” degli anni ’70, oggi sempre più ricercati e rarissimi sul mercato internazionale, e le monumentali “Tagliole Giganti”, opere simbolo della sua poetica visionaria e concettuale, capaci di fondere spiritualità, denuncia sociale e forza espressiva.

Accanto ai dipinti storici e alle opere museali, il pubblico avrà l’opportunità di immergersi nel linguaggio potente di un artista che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dell’arte mantenendo intatta la propria identità rivoluzionaria.

“Dopo l’esposizione dello scorso febbraio, siamo felici di ospitare ancora le opere di Del Donno – prosegue Albano – Continua così il calendario degli eventi, con cadenza mensile, all’interno della splendida cornice di Palazzo Ciccozzi, un progetto in cui crediamo molto nell’ottica della rinascita culturale del centro storico. E, in questo senso, il grande apprezzamento che stiamo riscuotendo certifica che siamo sulla giusta strada”.

La mostra è curata dall’Archivio e Polo Museale Antonio Del Donno, in collaborazione con ArteOraTV di Roberto Porcelli, da anni impegnati nella valorizzazione e diffusione internazionale dell’opera del Maestro.

Antonio Del Donno è presente in oltre 80 musei nazionali e internazionali ed è stato recensito dai più grandi nomi della critica d’arte mondiale, da Vittorio Sgarbi ad Achille Bonito Oliva, che ne hanno riconosciuto l’eccezionale valore culturale e innovativo.

 

ANTONIO DEL DONNO

Antonio Del Donno è nato a Benevento il 27 novembre 1927 e fin da giovanissimo ha manifestato una forte passione per il disegno e la geometria, che lo ha accompagnato negli studi tecnici e artistici a Napoli, dove ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti, prima di intraprendere anche l’insegnamento di Educazione Artistica.

La sua carriera espositiva ha inizio negli anni Sessanta, con la prima mostra personale nel 1962 alla Pinacoteca Provinciale di Benevento, e si caratterizza per un linguaggio originale che unisce pittura, gesto materico, materiali eterogenei e una profonda riflessione filosofica e simbolica.

Del Donno è noto soprattutto per il ciclo dei “Vangeli”, tavole di legno assemblate con ferro e caratteri impressi a fuoco recanti versetti evangelici, che diventano metafore visive di memoria, coscienza e critica culturale.

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