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L’Appello Fedapi contro decreto riaperture: sì consumo al banco, no divieti senza senso

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L’Aquila. “Il caffè bevuto al bancone, una tradizione che ha reso i bar italiani tanto famosi e apprezzati anche all’estero, un’abitudine che viene negata dal Decreto ‘Riaperture’, senza alcuna ragione”, così si apre l’intervento della Federazione artigiani e piccoli imprenditori.

“Questo è l’ennesimo colpo che viene inferto alla già precaria situazione dei bar”, dichiarano inoltre, “soprattutto se si pensa che questa disposizione non ha fondamento di sicurezza sanitaria. Il consumo al bancone, per sua stessa natura, non comporta una permanenza prolungata all’interno dell’esercizio, quindi come è sempre successo all’interno della zona gialla, si pensava anche all’apertura del consumo veloce al banco. Al contrario, con questo Decreto, si penalizza una categoria di imprenditori che fin troppo ha dovuto sopportare il peso di questi tempi bui senza ricevere dallo stato il necessario e auspicato sostegno”.

FedAPI, raccogliendo centinai di istanze dai territori, chiede dunque al Ministero dello Sviluppo Economico di “non privare i bar della possibilità di consumare al banco, visto che ciò non comporta un concreto pericolo a livello sanitario, e permette di contribuire alla ripresa economica di questa categoria. In più, recuperando la tradizione del ‘caffè al banco’ può contribuire a portare ai cittadini italiani un’ormai insperata normalità”.

Il Presidente Nazionali di FedAPI che ha preso la parola in tal proposito, Pietro Vivone, conclude: “Abbiamo chiesto al Ministero di dare possibilità ai bar di permettere il consumo al banco, a nostro avviso il divieto poggia su un’interpretazione giuridicamente incomprensibile e immotivata sotto il profilo sanitario, si avvicina il primo maggio e le partite iva non chiedono altro che lavorare”.

Queste invece le dichiarazioni di Ezio Barbacane, responsabile di FedAPI Abruzzo: “i bar sono stati colpiti duramente dalla pandemia, il mancato sostegno da parte del Governo ha messo in difficoltà ancor maggiore gli esercizi commerciali. Non dare la possibilità di consumare al bancone senza una reale motivazione ostacola una già difficile ripresa economica per questa categoria”.

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