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L’apocalisse d’Abruzzo: maltempo, terremoto, morti, valanghe, inondazioni, dispersi, sfollati e paesi isolati

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L’Aquila. Torna la paura nel centro Italia, in particolare nelle zone già duramente, drammaticamente, colpite dagli eventi sismici di questa estate. Torna la paura e questa volta terrorizza l’Abruzzo, lo flagella con tempeste di neve, come rare volte si erano viste, soprattutto sulla zona costiera. Il cuore verde del Bel Paese è letteralmente congelato con temperature polari, fino a – 24 gradi, che dall’inizio dell’anno mai hanno mollato la morsa su tutto il territorio regionale.

Non è bastato tutto ciò a creare panico, ad aggiungere disagi ai già tantissimi che le nostre città e i nostri piccoli paesi stavano cercando di fronteggiare grazie al lavoro incessante di uomini e mezzi, di volontari della Protezione Civile, di tanti sindaci in prima linea e dei cittadini che da molti giorni lavorano contro la forza della natura che mai come oggi aveva mostrato la sua potenza.

La giornata appena trascorsa è stata da incubo. Dalle 10:25 la terra ha iniziato nuovamente a tremare: 4 forti scosse, e una serie di piccoli sismi di assestamento. Il primo forte terremoto ha avuto una magnitudo di 5.1; alle 11:14. L’Abruzzo trema, torna a tremare, ma anche le Marche, l’Umbria; a Roma scene di panico e scuole evacuate, chiusa la metropolitana. La seconda forte scossa raggiunge una magnitudo di 5.5 e dopo pochi minuti il terzo terremoto di 5.3; quindi un’ennesima scossa di 5.1 alle 14.33. L’epicentro tra L’Aquila e Rieti, nelle zone già colpite dal terremoto di agosto. Per tutto il giorno altre numerose scosse di minore intensità che comunque hanno superato la magnitudo del 4.

Una sequenza sismica che lascia a bocca aperta tutti gli esperti. “Mai si era avuta una sequenza con quattro scosse di questa intensità” raccontano dall’Ingv. Tutto può accadere, aggiungono, anche altri forti terremoti o una lunga scia di scosse che si unisce alle 45mila registrate dal 24 agosto, difficile dire.

La macchina dei soccorsi si mette subito in moto, lo era già da diversi giorni. Le condizioni meteo sono pessime, la gente ha paura, i disagi tantissimi. Anche i fiumi fanno sentire la loro voce, esondazioni tra Chieti e Pescara. Da giorni in molte città manca l’energia elettrica. Da Teramo, città al buio, inizia un lungo esodo di cittadini verso località meno flagellate. Quasi 200mila utenze in tutta la regione sono senza corrente, quindi anche senza riscaldamento.

Il Governatore della regione, Luciano D’Alfonso, coordina la task force dei soccorsi, dai social network aggiorna la situazione in tempo reale, risponde alle domande dei cittadini, raccogli segnalazioni di disagi o inefficienze. Nelle redazioni dei giornali il lavoro è incessante. Arrivano migliaia di informazioni da gestire. Da Twitter a Facebook le immagini dell’apocalisse e le richieste di aiuto si susseguono.

A Chieti la neve raggiunge il metro e mezzo di altezza. La città si arrende e chiede l’intervento dell’esercito. Lo stesso per tante altre località, soprattutto sul versante adriatico. Passano le ore, aumentano i problemi. Tante sono le località di montagna difficili da raggiungere, soprattutto nell’aquilano, mancano mezzi adeguati, mancano uomini, impegnati in altre emergenze. La tempesta di neve ha colpito in tutto il territorio regionale. A Montereale, cuore del sisma di oggi, la situazione più grave: in tanti sono rimasti bloccati in casa a causa della neve, impossibile fuggire dal terremoto. Le case rischiano di diventare trappole. Fuori la neve, il ghiaccio, il freddo. Dentro la paura del boato del terremoto. Intanto si conta un morto a Castel Castagna (Teramo) e un disperso a Campotosto (L’Aquila).

In pericolo anche i capi di bestiame che in queste condizioni non sono facilmente raggiungibili ad alta quota. Nei giorni precedenti, abbandonati a loro stessi, con il bestiame senza acqua e con poco cibo, a causa del gelo e del maltempo. In molti si ritrovano con stalle in condizioni precarie, soprattutto nelle frazioni delle zone colpite dai terremoti di agosto e ottobre. La Regione Lazio ha promesso l’arrivo di alcune tensostrutture, che non sono ancora arrivate. Nel frattempo alcuni cittadini volenterosi hanno offerto il loro aiuto agli allevatori in difficoltà, spesso comprando di loro iniziativa ciò che richiedono con più urgenza, grazie ad un passaparola virtuoso sui social.

A Penne il crollo di un supermercato ha risparmiato vittime e feriti.

A L’Aquila tantissime persone si preparano ad una notte fuori casa. Ancora una, come tantissime che fanno tornare alla mente un incubo mai sopito. Si dorme nelle strutture messe a disposizione dal Comune. Si stringono i denti e si attende domani, quel domani che gli abruzzesi aspettano da troppi giorni ormai.

Ancora non basta. In tarda serata la notizia di una slavina che si è abbattuta sull’Hotel Rigopiano, ai piedi del Gran Sasso. Difficile raggiungere la località a causa delle avverse condizioni meteo. L’albergo ospitava 20 persone. Si teme per la loro vita. @gianlucarubeo

 

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