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L’Abruzzo protagonista alla ventesima edizione delle giornate nazionali dei castelli

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Castello di Ortucchio – foto di Gaetano Marcanio

L’Aquila. La regione Abruzzo è protagonista della ventesima edizione delle giornate nazionali dei castelli che si svolgeranno sabato 19 e domenica 20 maggio in varie modalità. In totale sono 19 le regioni che aderiranno all’evento organizzato dall’Istituto italiano dei castelli, onlus a carattere scientifico fondata nel 1964 da Piero Gazzola, con 33 siti tutti da scoprire tra visite guidate gratuite, presentazioni di libri e tavole rotonde, concerti, che si terranno durante il fine settimana del 19 e 20 maggio.

Famiglie, turisti, scuole e università potranno dedicarsi a una intensa ‘due giorni’ di scoperte di castelli, rocche, torri ed altre architetture fortificate, senza dimenticare interi borghi, città murate e bastioni: quest’appuntamento per appassionati di storia, restauro ed architettura è così consolidato da essere spesso sold out in molte delle sedi interessate. Ogni anno i siti prescelti sono diversi dai precedenti, consentendo ai visitatori ricorrenti di arricchire continuamente le loro conoscenze e di trascorrere un week end primaverile da ‘turisti’ anche in borghi meno conosciuti d’Italia o nella propria città per visitare un luogo di solito non aperto al pubblico dove scoprire un nuovo libro, partecipare a una conferenza, una mostra od un concerto, oppure conoscere lo stato dell’arte della valorizzazione e delle sinergie pubblico-privato. Pietre miliari della nostra civiltà, questi luoghi e queste architetture raccontano la storia di un paese, delle sue trasformazioni socio-politiche, della ricchezza e della diversità dei suoi territori insieme alle storie di persone, famiglie e dinastie – portate a noi grazie alla strenua attività di volontari, studenti, giovani laureati, docenti universitari, autori, saggisti ed esperti, architetti e restauratori che conducono personalmente le visite nei siti individuati con competenza e passione.Ci sarà anche un premio alla tesi di laurea più meritevole su architetture fortificate e il castello si racconta, concorso fotografico dedicato agli allievi delle scuole secondarie di primo grado. Forte della sua storia e del costante impegno sulla valorizzazione architettonica e paesaggistica, l’Istituto Italiano Castelli ha ottenuto anche per quest’edizione (come per le precedenti) delle Giornate Nazionali dei Castelli il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e le sue sezione regionali hanno firmato con lo stesso ministero un protocollo di intesa che prevede la collaborazione con istituti scolastici superiori nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro per l’organizzazione di percorsi culturali, visite guidate ed accessibilità ad i siti coinvolti. Questa collaborazione è soltanto l’ultima nell’ordine di tempo, essendo il MIBACT sempre accanto alla preziosa opera di valorizzazione della longeva onlus italiana. Novità di quest’anno, è invece un protocollo d’intesa tra l’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) e l’Istituto Italiano Castelli che prevede una collaborazione del personale delle Pro Loco per le iniziative istituzionali. Le Pro Loco dispongono di volontari e personale del servizio civile. Sono la più estesa rete turistica del nostro Paese, con 6300 sedi e 600.000 iscritti. Fabio Pignatelli della Leonessa, architetto, presidente dell’istituto italiano castelli: ‘Siamo una realtà ‘in punta di piedi’ come amo definirci qualche volta. Con oltre 1400 soci e con una sede in ogni regione italiana, ci prendiamo cura di un patrimonio spesso non valorizzato e siamo un unicum nel panorama associativo italiano per longevità e per qualità degli interessi rappresentati. Non lo facciamo solo e soltanto con l’appuntamento forse più impegnativo dell’anno da organizzare – le giornate sono frutto di un incredibile lavoro di squadra di volontari ed appassionati, studiosi e docenti – ma attraverso l’attenta relazione con enti locali, Ministeri e altri portatori di interessi per aiutare anche nella comprensione dei ‘bisogni’ di queste particolari architetture di cui il nostro paese è il più ricco al mondo. E quello che è meno sensibile alla valorizzazione. Ci stiamo impegnando, insieme ad altre associazioni che si occupano del patrimonio, ADSI (Associazione Dimore Storiche Italiane) in testa, per cercare di alleggerire il peso fiscale su queste architetture e soprattutto di studiare come poter accatastare questi beni che hanno spazi così particolari per la loro funzione, ormai persa, e quindi difficilmente classificabili. Cerchiamo la collaborazione con le altre associazioni del settore, pur ognuna con la sua precisa identità, su progetti di interesse comune. Abbiamo firmato un protocollo di intesa in alcune regioni con gli organi locali del MIBACT, e a livello nazionale con l’UNPLI e altre collaborazioni sono in procinto di partire.’’ GianMaria Labaa, architetto, vicepresidente del consiglio scientifico dell’istituto: ‘tra gli aspetti più importanti della nostra organizzazione vi è la presenza di un qualificato e selezionato gruppo di esperti (docenti universitari, rinomati studiosi e noti restauratori) che indirizzano culturalmente l’associazione sui temi scottanti della tutela e della valorizzazione di questo importante settore dell’architettura. E’ sempre da ricordare che le opere di difesa (le fortificazioni), per numero e diffusione, sono seconde solo alle opere di architettura religiosa. Non è esagerato parlare di 100.000 reperti e quasi tutti i comuni d’Italia hanno sul proprio territorio almeno un’opera (più o meno conservata) di natura “castellana’’. La problematica e il conseguente impegno dell’Istituto è che si diffonda la coscienza di ciò, si mantenga quel rapporto inscindibile tra storia, architettura e paesaggio che è vitale nelle opere fortificate. Il prendere unitariamente in considerazione questi aspetti è il primo utile passo verso una valorizzazione responsabile. La nostra interfaccia è costituita di conseguenza soprattutto dagli Enti di tutela e di gestione del territorio. Affinché questo rapporto si possa svolgere positivamente l’alleanza cordiale e attiva con la cittadinanza è fondamentale, le Giornate Nazionali dei Castelli vogliono servire anche a questo.’ Cosa, in pillole, consigliare ai visitatori e agli appassionati che viaggiano da soli o in gruppo? Da Sud a Nord, c’è un calendario molto diversificato di proposte – e ovviamente di architetture.

La sezione Abruzzo rilancia la visita e la scoperta di un intero alveo, quello dei Castelli del Fucino, che comprende 10 siti. Si va dal Castello Piccolomini-Orsini, oggi proprietà pubblica, alla Massa D’Albe che comprende, oltre al castello, una chiesa e una torre d’avvistamento per spostarsi alla torre lacuale dei Marsi di proprietà della Curia. A Trasacco sarà possibile visitare la torre di avvistamento e la chiesa madre mentre ad Ortucchio e Pescina il castello lacuale, a Venere di Pescina anche la torre d’avvistamento.

Ogni sito prescelto offre visite guidate gratuite ed altre iniziative (presentazioni, concerti, conferenze e lanci di libri): esse sono organizzate sui due giorni secondo calendari regionali, si consiglia la consultazione del documento di sintesi che contiene il quadro degli eventi regione per regione. Maggiori info sul sito web: http://www.istitutoitalianocastelli.it/ o sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/Istituto-Italiano-dei-Castelli-419457754930754/?fref=ts

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