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L’Abruzzo dice addio al presidente Marini, i messaggi di cordoglio dal mondo della politica

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Abruzzo. Sono già tanti i messaggi di cordoglio diffusi per la morte dell’ex presidente del Senato Franco Marini.

La notizia della scomparsa è stata data con un tweet da un altro esponente di lungo corso dei Popolari, Pierluigi Castagnetti che ha ricordato l’amico come “uomo integro, forte e fedele a un grande ideale: la libertà come presupposto della democrazia e della giustizia. Quella vera”.

“L’Abruzzo perde una delle sue figure più autorevoli e rispettate. A nome mio e della giunta regionale esprimo il cordoglio per la scomparsa di Franco Marini, politico e sindacalista che ha svolto la sua attività raggiungendo i massimi livelli istituzionali prestando sempre particolare attenzione alla sua terra d’origine”, ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

“Franco Marini è stato un riferimento centrale per la vita politica e sindacale della nostra provincia, della regione, dell’Italia intera. Con tenacia, caparbietà e uno sconfinato senso delle istituzioni è riuscito a ricoprire ruoli di assoluto rilievo nel panorama nazionale: segretario generale della Cisl, presidente del Senato, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, segretario del Partito Popolare Italiano e parlamentare europeo, fino ad aver sfiorato l’elezione al Quirinale che avrebbe reso giustizia alla sua intera esperienza politica, sindacale, sociale, culturale. Marini rappresenterà sempre un modello di integrità, libertà, attaccamento ai valori democratici più profondi. La sua battaglia per l’equità sociale, durata una vita intera, dovrà essere monito per tutte le classi dirigenti. Il legame con la sua terra e le sue origini ci restituiscono il senso di una abruzzesità vera e profonda, quasi iconografica: uno stimolo per tutti a tenere sempre in estrema considerazione la tutela della nostra regione”. Il commento dell’assessore regionale alle Aree interne, Guido Liris.

“A nome di tutto il partito di Fratelli d’Italia, esprimiamo cordoglio per la scomparsa di Franco Marini, presidente del Senato, illustre sindacalista ed ex ministro del lavoro, nonché segretario del partito popolare italiano. L’Abruzzo e l’Italia perdono un uomo di grande spessore, un importante punto di riferimento, che ha saputo rappresentare la nostra terra nelle più alte cariche istituzionali”, hanno commentato il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Guerino Testa e il segretario regionale del partito, Etelwardo Sigismondi.

“Se ne va punto riferimento cattolici-democratici. Franco Marini ci ha lasciato. Con la sua scomparsa perdiamo un punto di riferimento della politica italiana nel periodo più difficile per i cattolici democratici in politica”, ha detto Camillo D’Alessandro, deputato di Italia VIVa,”è stato un uomo di battaglia, di saggezza, di equilibrio per il mondo della politica e del lavoro. Ha formato e avviato alla politica e al sindacato tanti giovani ora diventati classe dirigente. Marini ha fatto la storia, e l’Abruzzo perde uno dei suoi figli più illustri”.

 

Il senatore Gaetano Quagliariello di ‘Idea-Cambiamo’: “Scompare con Franco Marini un grande italiano e un grande abruzzese. Uomo appassionato, mediatore dalla schiena dritta, ha sempre anteposto le ragioni della politica alle sue sorti personali. Ha onorato il mondo sindacale e quello delle istituzioni con un’energia e una generosità rare a quel tempo e ancor più in quello presente, così liquido che di una persona della sua umanità si avvertirà ancora di più l’assenza”.

“L’Abruzzo dice addio a una figura che ha segnato profondamente la sua storia. Legatissimo alla sua terra, Franco Marini è stato un esempio di determinazione, lealtà, rispetto delle istituzioni”, ha detto il coordinatore della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, “ho appreso della sua morte con dolore, di certo la regione e il Paese perdono un uomo forte, fedele all’ideale di democrazia e giustizia sociale che ha declinato nella sua sconfinata esperienza politica e sindacale. Un vero esempio. Alla famiglia giungano i miei sentimenti di vicinanza e cordoglio”.

“L’intera comunità del Partito Democratico abruzzese esprime il più profondo cordoglio e si stringe intorno ai cari e ai tanti amici di Franco Marini”, ha commentato  Michele Fina, segretario del PD Abruzzo, “se ne va un padre, un maestro, un amico. Franco Marini è stato un pilastro della Repubblica italiana, un gigante del mondo del lavoro e un grande erede del cattolicesimo democratico. Ed è stato un grande abruzzese perché in ogni ruolo che ha svolto non ha mai dimenticato la sua terra. Dei tanti episodi che ho avuto la fortuna di ascoltare da lui, nei mille incontri che abbiamo avuto, ricordo il racconto dei primi anni da sindacalista in Marsica, territorio che attraversava in bici in lungo e largo per raggiungere i luoghi di lavoro e di lotta. La voce, i consigli severi e la saggezza di Franco Marini ci mancheranno in modo insostituibile. Di certo sarebbe stato un grande Presidente della Repubblica. Ciao Franco”.

 

Il Presidente del Senato Elisabetta Casellati: “Oggi piangiamo la scomparsa di Franco Marini, politico e sindacalista di spessore, uomo di indiscussa integrità morale. Presidente del Senato e Ministro, è stato un importante protagonista della nostra storia repubblicana. L’Italia ricorderà il suo prezioso contributo, nei ruoli politici e istituzionali, sui temi del lavoro e sul rafforzamento della democrazia parlamentare. Ai familiari giunga il mio cordoglio e quello del Senato della Repubblica”.

Il presidente della Camera, Roberto Fico: “Il mio cordoglio per la scomparsa di Franco Marini, un uomo delle istituzioni. Grande protagonista nella politica e nel sindacato. Ai suoi cari va la vicinanza mia e di Montecitorio”.

“Ci ha lasciato Franco Marini. Un grande Italiano. Instancabile combattente a difesa del futuro e dei diritti dei lavoratori. Protagonista e guida dei cattolici democratici, è stato, davvero per tutti, un esempio e un punto di riferimento per il suo pensiero e per la sua voce libera e autorevole. Tra i fondatori del Partito Democratico, ha combattuto per rafforzare la democrazia e per un Italia più giusta. Siamo tutti più soli”. Così, il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

“Ci ha lasciato uno dei grandi protagonisti del sindacato e della politica degli ultimi 40 anni. Uno degli artefici della nascita dell’Ulivo e del centrosinistra, quando con coraggio impedì che il PPI scivolasse a destra. Io perdo un Maestro, un Padre, un Amico”, ha dichiarato Dario Franceschini dopo la notizia.

“Con Marini scompare un grande abruzzese, un nome che ha fatto storia per essere stato a servizio del sindacato, della politica e dello Stato nella sua lunga parabola professionale e personale”, ha sottolineato il capogruppo Pd nel consiglio regionale, Silvio Paolucci, “per quanti in questi anni sono cresciuti facendo politica e amministrando la cosa pubblica, è stato un interlocutore prezioso e un riferimento importante, sempre disponibile e attento. Perdiamo un esponente di primissimo piano di una classe prestigiosa di dirigenti e di maestri. Il suo Abruzzo, sia quello delle origini in cui amava tornare, che quello della politica e dell’impegno civile, gli deve molto”.

“Perdiamo un amico, un uomo delle istituzioni e un politico di grande saggezza. Molto triste per la scomparsa di Franco Marini”, ha scritto Sandro Gozi (Renew Europe) su twitter.

Anche gli alpini abruzzesi piangono Marini, perchè “Franco Marini era l’Alpino abruzzese con la A maiuscola”.

Lo ricorda con affetto Pietro D’Alfonso, il presidente della Sezione Abruzzo dell’Ana, perchè “nessuno di noi si può dimenticare che appena poteva scappava da noi, ex alpino semplice, col cappello con la penna sotto al braccio che si infilava sulla testa alla prima occasione. Anche da presidente del Senato, da solo, prendeva la macchina e si presentava ai nostri incontri. Era iscritto alla sezione di Barisciano, lui che era nato a San Pio delle Camere – prosegue Di Pietro – direi che è nella storia vera dell’alpinità abruzzese: anche il suo passo era da alpino, cadenzato, lento ma sicuro, come se ogni volta mettesse il piede su una roccia pericolosa”. Quanto il Marini politico e sindacalista era vicino all’Alpino Marini Franco? “Lui anche da alpino si sforzava di far capire che bisognava sempre stare dalla parte di chi era in difficoltà, vicino agli altri, e lo diceva sempre, tra un canto e un bicchiere di birra nei nostri raduni. E diceva sempre che bisognava far tornare la naja negli alpini, era d’accordo con la proposta del servizio militare di leva accorciato. È un dolore per noi, ci rappresentava davvero”.

“Era andato via giovanissimo dalla sua terra amatissima, da San Pio delle Camere in Provincia dell’Aquila per cercare lavoro e futuro nella capitale. La sua intelligenza e la sua tenacia lo hanno portato a successi e traguardi incredibili. Sindacalista ha lottato per i diritti dei lavoratori e da parlamentare, ministro del lavoro e Presidente del senato è sempre stato un promotore di modernità e di libertà. Non ha mai dimenticato la sua terra, a cui era legato da una forza antica. Vicino ai lavoratori e agli amministratori, orgoglioso alpino sempre in marcia per le strade d’Abruzzo. Lui guardava sempre oltre, giovane nei suoi 87 anni. Avevo gioito perché aveva superato anche il COVID ed ora piango invece la sua perdita. Addio, caro Franco, riposa in pace tra gli angeli. Qui noi tutti ti vogliamo un gran bene e serberemo un ricordo perenne dei tuoi insegnamenti”. Lo ha dichiarato Stefania Pezzopane, deputata del Pd.

“Un giorno triste per il mondo della politica, nazionale ed abruzzese, ma anche per tutti gli abruzzesi, quello di oggi. All’età di 87 anni si è spento a Rieti, Franco Marini, sindacalista, ex Ministro del Lavoro ed ex Presidente del Senato, ma soprattutto un gigante della politica. Già segretario generale della Cisl e segretario nazionale del PPI, punto di riferimento nobile della Politica come servizio. Punto di riferimento anche per tutti coloro, tra questi molti abruzzesi, che spinti dalla passione per il bene comune si sono messi a disposizione della collettività per dare un proprio contributo”, ha detto il coordinatore regionale di Abruzzo in Azione Giulio Cesare Sottanelli che lo ricorda così:

“Il mio primo ricordo è il suo viso austero, la pipa a nascondere le labbra. Poi, quando m’incontrava, il suo sguardo un po’ accigliato si apriva man mano che si avvicinava, toglieva la pipa e il suo sorriso, insieme al suo abbraccio da abruzzese verace, scioglieva la soggezione che un uomo di tale statura poteva fare a me, giovane politico. Per tutti, me compreso, era e sarà sempre un autorevole protagonista della scena politica, una guida dei cattolici democratici, un esempio di integrità e punto di riferimento per il suo pensiero. Con Franco ho condiviso i miei passi in sfide politiche importanti, dal Partito Popolare Italiano, al Pd, fino alla mia decisione, ormai maturo e forte nelle scelte, di appartenere ad altre compagini che rappresentavano di più la mia storia ed i miei valori. Ma in ogni momento della nostra strada insieme ho potuto vedere la sua coerenza e lo spessore di un abruzzese che ha raggiunto i vertici più alti, come uomo e come politico, dando onore alla sua terra e visione per il futuro. Ciao Franco – conclude Sottanelli – ti ringrazio per quanto hai dato a me e a tutti quelli che, come te, scelgono la politica come servizio”.

Il Consiglio della Provincia dell’Aquila esprime cordoglio per la scomparsa di Franco Marini. Originario di San Pio delle Camere, piccolo comune della nostra Provincia.

“Ho incontrato il Presidente, Franco Marini, circa due anni fa durante un incontro promosso a Navelli (Aq) – dichiara il Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso -, e in quell’occasione abbiamo parlato a lungo del ruolo delle province e le problematiche legate alla riforma Delrio ma abbiamo altresì affrontato le difficoltà della crisi economica e il rilancio delle aree interne. Conservo il ricordo di una persona profondamente legata al proprio territorio e a questa provincia con tante idee e progetti da realizzare. L’Abruzzo e la Provincia dell’Aquila perde una delle figure più rappresentative del panorama politico nazionale e internazionale ma lascia anche insegnamenti e un’eredità importante da tramandare alle future generazioni”.

“L’Aquila si unisce al cordoglio per la scomparsa di Franco Marini. Una persona per bene, ancor prima che uomo delle istituzioni, che nel corso della sua vita ha condotto importanti battaglie nel sindacato e ha ricoperto incarichi apicali in Parlamento e nel governo sino a raggiungere la carica di presidente del Senato. Se ne va un simbolo della politica del Paese, un figlio di questa terra che amava e di cui seguiva attentamente le vicende. Ai famigliari giungano le sincere condoglianze della municipalità e a nome mio personale”. Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Il Senatore Franco Marini ha indubbiamente rappresentato la voce dell’Abruzzo in una importante stagione politica che è stata quella del ‘fare’. Dal sindacato ai ruoli di Governo, così come di partito, ha fatto sentire la propria presenza autorevole, senza mai negare il confronto e il dialogo, anche con i propri avversari politici, mai nemici, ma interlocutori di parte contrapposta. Pensavamo avesse superato la crisi del Covid-19, che lo aveva colpito a inizio gennaio, e mai avremmo pensato che quella drammatica pandemia che ormai ci affligge da un anno potesse sconfiggere la sua forza da leone. A nome mio personale e di tutto il Consiglio regionale esprimo il cordoglio e la vicinanza alla famiglia e agli amici più cari”. È il commento del Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri sulla scomparsa odierna del senatore Franco Marini. “Della sua figura, che ha avuto un ruolo importante in Abruzzo come nella storia politica del nostro Paese, resteranno indelebili i ricordi di franchezza e autorevolezza – ha sottolineato il Presidente Sospiri -. Sui problemi del Paese, da amministratore nelle più alte cariche dello Stato e da sindacalista, aveva uno sguardo concreto, disincantato, ma mai disilluso, una visione che gli ha permesso di coltivare passioni e sogni, di pensare sempre in grande e di immaginare, di prefigurare. Ed è questa forse l’eredità più importante che lascia ai suoi abruzzesi, quella comunità alla quale ha sempre sentito di appartenere sebbene la vita familiare lo abbia condotto a vivere, studiare e lavorare a Rieti, ma l’Abruzzo era sicuramente il suo cuore”.

“A nome dell’Udc abruzzese provo profonda tristezza per la scomparsa di Franco Marini, un appassionato combattente, sempre a difesa della democrazia e dei diritti dei lavoratori”. E’ quanto ha dichiarato, a nome della Direzione regionale il Segretario dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, alla notizia della scomparsa del Segretario generale della Cisl, presidente del Senato, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, segretario del Partito Popolare Italiano e parlamentare europeo. “Marini è stato uomo impegnato nell’Azione Cattolica e nelle Acli, nella Democrazia Cristiana, militando nella ‘Sinistra Sociale’, la corrente storica della Dc, che ha avuto tra i suoi leader Giovanni Gronchi, Giulio Pastore e Carlo Donat Cattin. Se ne va un grande abruzzese che ha dato al nostro Paese un prezioso contributo tanto nei ruoli politici che istituzionali, sui temi del lavoro e sul rafforzamento della democrazia parlamentare”.

La scomparsa di Franco Marini ha destato profonda tristezza anche nella Marsica, dove l’ex presidente del Senato aveva iniziato la sua carriera di sindacalista ai tempi delle lotte contadine e della Riforma agraria del Fucino.
Il gen. Mauro Rai, presidente onorario dell’associazione culturale “Il Liri” di Canistro, lo ricorda così: “Siamo profondamente dispiaciuti per la scomparsa di Franco Marini, uomo colto e saggio, forte nel fisico e nell’animo. Che però nulla ha potuto contro il coronavirus, rivelatosi purtroppo silente, invincibile, spietato.
 Marini era amico della Marsica e della Valle Roveto, memorabili le sue battaglie di riscatto e di progresso intraprese a favore delle popolazioni di questi territori, nel corso dei suoi intensi 40 anni di militanza nel sindacato e nella politica ad alto livello. Recentemente, assieme ai consiglieri dell’associazione “Il Liri” , aveva abbracciato con passione la causa per l’assegnazione della medaglia d’oro al merito civile, ai fratelli Mario e Bruno Durante di Meta di Civitella Roveto, trucidati dai tedeschi, perchè impegnati nella Resistenza. Marini si rivolse al presidente della Repubblica dell’epoca Giorgio Napolitano, sostenendo con forza l’iniziativa intrapresa dall’associazione “Il Liri” e l’Anpi, accelerando così i tempi del riconoscimento. E anche per questa sua ulteriore manifestazione d’affetto nei confronti della gente della Valle Roveto, l’associazione “Il Liri” gli aveva conferito la carica di socio onorario. Grazie amico Franco per tutto quello che hai fatto per noi”.
“È stato il ‘mio’ presidente del Senato, Franco Marini, e io il suo vice presidente in una legislatura che sarà ricordata negli anni per le lunghe sedute d’Aula e per essere stata il preludio di una trasformazione politica che purtroppo non lo ha mai visto varcare la soglia del Quirinale, forse un atto che gli sarebbe stato dovuto. Era  un uomo delle istituzioni ma anche profondamente umano e aveva nel sangue la difesa dei diritti. Da buon sindacalista e da abruzzese tenace era sempre al fianco dei lavoratori. La sua figura di garante delle istituzione resterà per sempre nei ricordi di una stagione impetuosa della politica che ci ha visti protagonisti”, questo il ricordo di Mario Baccini, presidente della Fondazione Foedus, sul senatore Franco Marini.

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