Teramo. Una penna nata dalla creatività di un architetto e designer abruzzese conquista Tokyo. Si chiama Klima ed è il progetto con cui Danilo Di Lorenzo Di Michele ha ottenuto il Tokyo Design Award 2026, portando l’Abruzzo all’attenzione del panorama internazionale del design.
«Non una penna tradizionale», dichiara il designer «ma una vera e propria microarchitettura da tenere tra le dita, progettata per cambiare il rapporto tra mano, strumento e foglio». A detta del suo creatore, Klima superebbe, infatti, la classica struttura lineare che per secoli ha caratterizzato gli strumenti per la scrittura, introducendo «una particolare inclinazione studiata per accompagnare il movimento naturale della mano». Il progetto viene descritto proprio come una «microarchitettura ergonomica» capace di trasformare il rito della scrittura in espressione di alta manifattura.
Il riconoscimento internazionale premia, così, non soltanto un oggetto di design, ma un progetto nel quale forma, ergonomia, materiali e ricerca tecnologica sono stati ripensati partendo da uno dei gesti più antichi e quotidiani: scrivere. «Dalle canne utilizzate nell’antico Egitto alla stilografica, fino alla moderna penna a sfera, lo strumento di scrittura ha mantenuto per secoli una sostanziale continuità tra impugnatura e punta» dichiara Di Lorenzo Di Michele.
«Klima rompe proprio questa linearità», continua «il nome deriva dal greco klima, “inclinazione”, e richiama la caratteristica principale della penna: l’angolo di 24 gradi, corrispondente all’inclinazione dell’asse terrestre, tra il corpo e l’impugnatura ellissoidale. La particolare geometria è coperta da brevetto».
Una scelta che non risponde soltanto a una ricerca estetica. La scomposizione della penna è stata studiata per assecondare l’anatomia della mano, permettendo alla punta di lavorare a 90 gradi sul foglio. Lo stacco di circa tre centimetri dal piano di scrittura consente inoltre una maggiore visibilità di quanto appena tracciato e una scrittura fluida sia per destrorsi sia per mancini.
Anche la costruzione della penna racconta la ricerca alla base del progetto: lega di alluminio per il corpo, stampa 3D per l’impugnatura e ottone per la meccanica interna convivono in un oggetto nel quale tecnologia e lavorazione di pregio si incontrano. L’impugnatura stessa è concepita come un elemento di haute couture, quasi un piccolo pezzo d’arte contemporanea sospeso tra precisione tecnica e lusso formale.
«È proprio questa capacità di trasformare un oggetto quotidiano come una penna in un’esperienza progettuale complessa ad aver portato Klima fino al riconoscimento internazionale» dice soddisfatto Danilo Di Lorenzo Di Michele.
Dietro quella penna premiata a Tokyo c’è dunque anche una storia abruzzese. Il riconoscimento ottenuto dall’architetto porta sulla scena internazionale una professionalità del territorio e racconta un Abruzzo capace di esprimere non soltanto tradizione e manifattura, ma anche design contemporaneo, ricerca, tecnologia e innovazione.
Da un gesto semplice come prendere una penna e scrivere nasce, dunque, un progetto capace di attraversare migliaia di chilometri e arrivare fino in Giappone. Una penna abruzzese che cambia forma, inclinazione e modo di essere impugnata. E che, proprio grazie al design, porta un pezzo d’Abruzzo a Tokyo.



