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L’Abruzzo alle urne per il referendum sulle Trivelle, alle 18 affluenza del 25,2%

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L’Aquila. Sono aperti dalle 7 questa mattina e chiuderanno alle 23 i seggi elettorali in tutti i comuni abruzzesi. I cittadini sono chiamati a esprimere il loro parere sulle concessioni delle trivellazioni in mare. «Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale?» è il testo sul Trivelle: Greenpeace in Adriatico,protesta contro Rospo Marequale gli elettori dovranno pronunciarsi e dire la loro sull’abrogazione dell’articolo 6 comma 17 del «Codice dell’ambiente», che riguarda l’estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia nautiche dalla costa italiana, pari a poco più di 22 chilometri. Alle ore 12 in Abruzzo l’affluenza al voto per il referendum è dell’8,3 per cento, una percentuale che sfiora il 10% nel Chietino, dove è particolarmente sentito il tema delle trivellazioni petrolifere al largo della Costa dei Trabocchi. La percentuale più bassa è in provincia dell’Aquila (6,9%), a Teramo e Pescara l’affluenza è dell’8,2% e del 7,6.Se vincerà il sì le piattaforme già presenti in mare potranno continuare a estrarre fino alla normale scadenza della concessione o potranno ancora cercare ed estrarre idrocarburi al di là delle 12 miglia e sulla terraferma. Se invece vince il no la situazione rimane inalterata. Alle 18.00 l’affluenza alle urne era del 25,2%. L’Abruzzo era tra le regioni promotrici del referendum, ma poi ha fatto un passo indietro. L’amministrazione regionale motivò la scelta spiegando che l’iniziativa era stata presa per fronteggiare Ombrina mare, dal momento che il problema è stato risolto non c’era più motivo di rimanere al fianco delle regioni che richiedevano il referendum. Non la pensano così le associazioni ambientaliste che hanno portato avanti una battaglia per il sì in tutta la regione.

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