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Zichichi: trenta anni fa importanza laboratori fu incompresa. Scienza è strumento di pace nel mondo

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L’Aquila. “La visita del Presidente corona una serie di lavori condotti ai Laboratori del Gran Sasso su una fisica nella quale ancora pochi credevano quando fu proposto il progetto”, ha commentato il Professor Antonino Zichichi. “Il futuro dei Laboratori – prosegue Zichichi – risiede anche nel loro costante impegno per una scienza sempre piu’ aperta, accessibile e senza frontiere, cosi’ come viene sostenuta da The New Manhattan Project”. “Perche’ la scienza e’ in grado di rappresentare un terreno di dialogo tra i popoli e uno strumento per la pace nel mondo: questo e’ un messaggio importante, che il Manifesto di Erice da sempre promuove e diffonde, e so che il Presidente Mattarella e’ un grande sostenitore di questi valori della scienza”.

“In caso di guerra nucleare, la stessa si concluderebbe in due ore, in Italia, in un ora perche’ e’ esposta in acque internazionali. Come fa un governo in un’ora a mettersi in sicurezza sotto I Laboratori del Gran Sasso?”. Cosi’ Antonino Zichichi professore emerito del dipartimento di fisica dell’Universita’ di Bologna, durante il proprio discorso in occasione della cerimonia dei 30 anni di ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso, parlando dei forti ostacoli riscontrati nella fase di progettazione e realizzazione dei laboratori, scambiati per una parte della politica come possibile rifugio anti atomico per il Governo dell’epoca. “Quando ho proposto il progetto Gran Sasso c’erano fortissime opposizioni; occuparono il cantiere impedendo l’inizio dei lavori di scavo della galleria. Marco Pannella fu onesto, perche’ dopo la mia dichiarazione si schiero’ a favore, capi’ la cosa, questo vuol dire fare opposizione onesta, intellettuale e lui stesso fu un sostenitore dei Laboratori”. L’ha detto il fisico Antonino Zichichi parlando delle difficolta’ a far capire trenta anni fa, l’importanza della struttura scientifica e della loro interazione con la natura. “I miei colleghi devono sapere”, ha aggiunto il il professore emerito di fisica, “che se noi non spieghiamo al grande pubblico come stanno le cose non possiamo pretendere che ci sia consenso. Noi siamo per la difesa della natura, per il rispetto degli ecosistemi”.

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