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La vita nell’albero morto, nel “santuario della natura” della foresta vetusta della Val Cervara

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È un “santuario della natura”: da conservare, proteggere, in silenzio, cercando di lasciare dietro di sé il minor impatto possibile. È la faggeta vetusta della Val Cervara, a Villavallelonga, in provincia dell’Aquila. Si tratta di un sito il cui valore ecologico è stato riconosciuto di rilievo globale dall’Unesco, nel 2017.

Con la collaborazione di My Zona, la nuova App in cui tutti possono tracciare i propri luoghi del cuore ed entrare a far parte di una grande community, abbiamo attraversato la valle, fino ad arrivare in quota, da dove si può ammirare dall’alto uno spettacolo che lascia senza fiato. Da su, all’orizzonte si vedono anche le montagne che circondano Pescasseroli e Lecce nei Marsi. Poco più in là, il Monte Marcolano, la “finestra” sul Fucino.

Nella foresta popolata da lupi, orsi e da una fauna selvatica che riesce subito a percepire la presenza e il passaggio dell’uomo e che rimane ben nascosta dopo i segnali inconfondibili delle ghiandaie che allertano sull’arrivo dei “visitatori”, a terra si trovano degli alberi a volte anche giganteschi. Immensi faggi che stanno lì e che nei mesi, negli anni, si trasformano, cambiano. Diventando parte integrante e fondamentale dell’habitat. Così, quando finiscono di “svettare” in alto, eccoli a terra, a fare ancora la loro parte.

“La morte di un albero trasforma la massa vivente (biomassa) in necromassa (biomassa morta). Nel corso del tempo l’albero viene degradato attraversando varie fasi”, si legge in uno dei cartelli curati dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dall’Università della Tuscia. “I rami si spezzano, la corteccia si distacca e il legno viene decomposto. Alla fine, il legno trasformato in humus (sostanza organica) viene restituito al suolo, contribuendo alla conservazione della sua fertilità”.

È così che un albero morto diventa componente essenziale della foresta naturale: ogni albero a terra ha cavità e distacchi della corteggia, che sono fondamentali per la nutrizione, la riproduzione e il riparo di molti animali. Alcuni anche rari e a rischio di estinzione, come picchi, pipistrelli e alcune specie di insetti.

 

IL VIDEO

 

 

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