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La tragedia dei migranti: l’indifferenza è virus temibile quanto il Covid

L'Ordine dei medici e soprattutto il presidente Anelli chiede ai governanti una soluzione politica al problema

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Pescara. “Difficile restare indifferenti di fronte all’accusa dell’Onu di aver ignorato il drammatico grido di aiuto, di soccorso, lanciato da circa 130 migranti, stipati su un gommone e scomparsi tra le onde di un mare che chiamiamo nostro, dopo due giorni di agonia”, così dichiara a proposito della strage dei migranti al largo della Libia è Filippo Anelli, il Presidente della Fnomceo (la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici).

“Difficile pensare di essere una società civile, se, invece di incarnare i principi e i valori scritti nella nostra Costituzione, ci giriamo dall’altra parte”, spiega Anelli in una nota, “come medici, come istituzioni siamo impegnati da oltre un anno per strappare vite al Covid, ma non possiamo restare indifferenti di fronte all’ennesima tragedia e al j’accuse delle Nazioni Unite”.

“Chiediamo ai nostri governanti di provare a trovare una soluzione politica per evitare queste stragi. Nel frattempo, però, a nessuno può essere permesso di voltarsi dall’altra parte”, aggiunge, “perché l’indifferenza è un virus che mina la nostra società e fa tanta paura quanta ne fa il Covid”.

“Fu proprio il rifiuto dell’indifferenza che mise in moto il processo di Liberazione, che ci portò al 25 aprile, dichiara in conclusione Anelli, “fu la fede incrollabile in quei valori, che divennero poi i diritti inalienabili dell’uomo. Tra quei diritti, quello alla vita, alla salute, ad essere cittadini del nostro mondo”.

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