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La Sevel torna indietro sulla turnazione settimanale, scatta la preoccupazione dei sindacati

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Atessa. La Sevel torna indietro sulla turnazione settimanale che da ottobre passa da 18 di nuovo a 15. La decisione aziendale preoccupa la segreteria provinciale della Fiom Cgil di Chieti che in una nota dice: “La riduzione non è solo per la mancanza di componenti. Come Fiom siamo sempre più preoccupati rispetto al futuro delle lavoratrici e lavoratori della Sevel, dell’indotto e dei servizi. È innegabile – si aggiunge l’esistenza di un problema di approvvigionamento di componenti che riguarda tutto il settore dell’automotive, ma continuiamo a pensare che il nuovo stabilimento di Gliwice, in Polonia, stia determinando anche nuove strategie da parte di Stellantis. Sicuramente il problema dei componenti è reale ma abbiamo l’impressione che si stia sfruttando questa congiuntura per riorganizzare le produzioni di Stellantis”.

“La decisione di di riportare lo stabilimento a 15 turni creerà delle conseguenze che avranno una ripercussione diretta sull’occupazione a partire dai precari, non solo della Sevel, ma di tutte le aziende dell’indotto e dei servizi. Come Fiom”, prosegue il sindacato, “continuiamo a pensare che dietro questa congiuntura si possa nascondere una reale strategia. Continuiamo a pensare che sia urgente stabilizzare i precari e avviare un contratto di espansione per favorire l’aggancio alla pensione dei più anziani. Va aperta una discussione su tutto il territorio non solo per la Sevel, ma per tutte le aziende che saranno coinvolte da questa decisione. E’ necessario avviare un’azione unitaria e programmare iniziative di lotta per difendere i nostri territori”.

La Sevel, azienda del gruppo Stellantis, ridurrà i turni dal 27 settembre da 18 a 15 a causa della carenza di semiconduttori, nello specifico un chip nella centralina Abs Bosch fornita dallo stabilimento malese. Lo rende noto la Fim Cisl che parla di “contraccolpo occupazionale per 900 lavoratori che verrà compensato con l’interruzione dell’attività di trasferta di circa 600 cassintegrati provenienti dagli altri stabilimenti del Gruppo e con l’interruzione del rapporto di somministrazione di circa 300 lavoratori, degli attuali 750 presenti in azienda”. “La situazione sta precipitando, nei giorni scorsi abbiamo sollecitato la convocazione del tavolo Stellantis al Mise, crediamo che la situazione del Gruppo debba essere presa in carico dal Presidente del Consiglio Draghi, nel frattempo insieme alle altre organizzazioni sindacali stiamo decidendo le iniziative di protesta da mettere in campo” afferma il segretario nazionale Ferdinando Uliano.

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