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La nebbia avvolge Valle Majellama, oggi e domani niente voli e soccorritori in quota: i nuovi interventi

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Nel cerchietto, Valle Majellama avvolta dalla nebbia, così come si vede da Avezzano

Massa d’Albe. Oggi sarebbe dovuto essere il 15esimo giorno di ricerche dei quattro escursionisti dispersi ormai da due settimane, da domenica 24 gennaio.

Come annunciato ieri, da Mauro Casinghini, direttore dell’agenzia regionale della protezione civile, oggi il maltempo non ha messo in condizione i soccorritori di raggiungere la quota e continuare le ricerche.

Al momento le squadre sono a terra, nel campo base allestito per coordinare i soccorsi.

L’unità di comando locale (Ucl) che si trova nell’area del campo è comunque attiva e si stanno organizzando i lavori dei prossimi giorni. È escluso che per oggi e domani gli elicotteri potranno volare.

Il rischio valanghe nei luoghi dei soccorsi è molto alto (livello 3). Dopo giorni di grande sole, con temperature alte, la neve in superficie si è sciolta e con la pioggia e la nuova neve le valanghe metterebbeero in pericolo chiunque raggiungesse la quota in cui si sta operando.

In queste ore si sta lavorando alacremente per organizzare un nuovo tipo di intervento che permetta di aprire le strade a fondo valle, per consentire ai soccorritori di portare alla Valle Majellama dei mezzi da terra. Andranno necessariamente spostati massi e tagliati alberi, altrimenti continuerà ad essere impossibile far salire dei mezzi che possano in qualche modo permettere di rompere l’abbondante neve che si è stratificata fino a oltre dieci metri di profondità.

Si tratta di un’area che fa parte della riserva naturale orientata “Monte Velino” e tutto sarà fatto nel rispetto delle regole. L’obiettivo rimane quello di riportare a casa Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino.

Intanto, con la collaborazione dell’ufficio tecnico del Comune di Massa d’Albe questa mattina si è lavorato sulla strada che sale a Fonte Capo La Maina, dove squadre di vigili del fuoco hanno messo in sicurezza il percorso in cui saranno trasportati i resti del gatto delle nevi del Monte Magnola, precipitato dopo essere stato sganciato dal pilota dell’areo che lo stava portando sul Monte Velino, per motivi di sicurezza.

 

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