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La mano della camorra in Valle Roveto, arrestato pizzaiolo: come copertura anche le pompe funebri low cost

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Guarda il video dell’operazione:

 

San Vincenzo Valle Roveto. La droga arrivava dal Napoletano, dai quartieri di Scampia e San Giovanni a Teduccio,  raggiungendo il Sorano e in ultimo la Valle Roveto. Non solo droga, nel Sorano alcuni degli indagati erano leader del settore delle pompe funebri. Usavano trasportare i defunti su una Porsche e una Maserati. I funerali li offrivano a meno della metà rispetto ai concorrenti.

Il vero guadagno arrivava dallo spaccio ma all’apparenza la residenza in Ciociaria era motivata dall’attività di Onoranze Funebri.

Nell’operazione “Ultimatum al crimine” portata a termine dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone e dei Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, è rimasto coinvolto anche un pizzaiolo di 45 anni di San Vincenzo Valle Roveto, Aurelio Di Francescantonio.

Questa mattina la Ciociaria si è svegliata con il suono delle sirene e il rumore degli elicotteri.

In azione gli uomini agli ordini del colonnello del Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, Alessandro Gallozzi, del gruppo operativo di Frosinone, al comando del capitano Angelo Guglietta, insieme ai poliziotti agli ordini del Questore Leonardo Biagioli, coordinati dal vice questore a comando del Commissariato di Sora Paolo Gennaccaro e dal dirigente, capo della Squadra Mobile Flavio Genovesi.

Sono 28 in tutto le persone raggiunte dalle misure cautelari.

Di queste 17 destinatarie di custodia cautelare in carcere, 10 agli arresti domiciliari e una sottoposta ad obbligo di dimora. Tutte indagate per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio e estorsione.

Così la lunga mano della camorra napoletana ha raggiunto anche la provincia dell’Aquila, portando sul territorio il suo business più fruttuoso quello del traffico di droga. Spaccio che alcuni indagati nascondevano dietro la facciata di un’azienda che offriva servizi funebri che ormai aveva sbaragliato qualsiasi tipo di concorrenza.

L’ordinanza è a firma del gip Angelo Giannetti.

Polizia e Finanza hanno stroncato oggi due diversi sodalizi criminali, uno locale e uno campano, operanti nel settore dello spaccio di stupefacenti e nella commissione di reati tributari, riciclaggio ed estorsione.

Uno legato alla Ciociaria, l’altro che invece fa riferimento a campani che di fatto però si erano già da tempo trasferiti nel Sorano.

All’inizio un solo sodalizio che poi però pare abbia preso due diverse strade.

 

A finire in carcere Giuseppe Bellucci, 31 anni, Antony Ceccano (30), Davide Conte (25), Davide De Gasperis, detto ‘Bagarozzo’ (27), Marco De Silvio detto ‘Bullone’ (34), Rocco Di Pucchio, detto ‘Rocchetto’ (38), Antonio Di Pucchio, detto ‘Zoccoletta’ (41), Pasquale Granata, detto ‘Pasqualotto’ (35), Alex Porretta, detto ‘Il biondo’ (28), Ciro Santaniello (56), Salvatore Santaniello (32), Luciano Tersigni, detto ‘Ciano’ (26), Rudy Trombetta (26) tutti di Sora. Oltre a loro in carcere sono finiti Ivano Ciriello 46 anni, Vincenzo Ciriello detto Enzuccio di 43 e Giuseppe De Vito 32 anni tutti di Napoli ed infine Marco Molella, 34enne di Veroli.

Agli arresti domiciliari, oltre al pizzaiolo di San Vincenzo Valle Roveto, Aurelio Di Francescantonio, anche Luca Baldassarra, detto ‘Testone’, 44 anni, Alessio Bracciale di 40 anni.  Severino Di Vito 44, Fabiola Galuppi 31 anni, Alessio Gemmiti 25enne, Nabila Kabba 22enne, Sara Porretta 33enne tutti di Sora ed infine Bruna Paolucci di Monte San Giovanni Campano e Daniela Esposito 35enne di Napoli.

Il gip ha disposto invece l’obbligo di dimora per Luca Marceddu, 24 anni di Broccostella.

Il trasporto della droga veniva effettuato da corrieri che, per evitare eventuali controlli, si alternavano nel tragitto fino al sorano, dove la sostanza stupefacente veniva stoccata e smistata in posti diversi, in particolare un impianto di autodemolizione di materiali ferrosi.

Un’attività criminale ramificata da anni su tutto il territorio del Sorano ma che ora aveva l’ambizione di sconfinare in Abruzzo, passando per la Valle Roveto.

Dopo gli arresti, con il passaggio delle auto a sirene spiegate, le forze dell’ordine hanno ricevuto gli applausi dei passanti, un segnale importante da parte dello Stato che ha dato una risposta alla cittadinanza della Ciociaria e non solo.

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