L’Aquila. Sono trascorsi sei giorni dalla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, le sorelle di 16 e 12 anni originarie di Minturno sparite dalla comunità educativa che le ospitava a Civitella Alfedena. Con il passare delle ore e l’assenza di qualsiasi segnale utile al loro ritrovamento, gli investigatori stanno ampliando il raggio delle verifiche e non escludono più alcuna ipotesi.
Le due ragazze vivevano dal 2024 nella struttura “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, si sarebbero allontanate nella notte tra sabato e domenica, in un intervallo compreso tra le 2 e le 6 del mattino. Da allora nessuno le ha più viste.
A rendere ancora più complesso il quadro è il contesto in cui si è verificata la scomparsa. La comunità si trova in una zona isolata e, secondo quanto emerso, non dispone di sistemi interni di videosorveglianza né di allarmi. Circostanze che potrebbero aver favorito un eventuale allontanamento o l’intervento di terze persone.
Nel frattempo le forze dell’ordine stanno scandagliando ogni possibile scenario. Le ricerche si concentrano nelle aree boschive attorno a Civitella Alfedena e al lago di Barrea, dove operano vigili del fuoco, carabinieri, volontari, unità cinofile e droni. La Procura di Sulmona coordina le indagini attraverso un fascicolo aperto per sottrazione di minori.
Un elemento che continua ad attirare l’attenzione degli investigatori, come ricostruisce Il Messaggero, riguarda i telefoni cellulari delle ragazze, ritrovati nella loro stanza. Una scelta insolita per due adolescenti e che complica ulteriormente il lavoro degli inquirenti, privati di uno strumento fondamentale per ricostruire eventuali spostamenti o contatti.
Chi conosceva Alisya e Sarah descrive due ragazze riservate, educate e profondamente unite. La maggiore frequentava un istituto tecnico turistico a Castel di Sangro e coltivava il sogno di diventare criminologa. Sarah, invece, frequentava la scuola media e immaginava un futuro nel settore dell’estetica. Un legame fortissimo le univa: Alisya rappresentava una guida per la sorella minore, che in lei trovava un punto di riferimento costante.
Nelle ultime settimane, secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, Alisya avrebbe mostrato segnali di inquietudine. Il fidanzato avrebbe riferito ai carabinieri di aver percepito in lei una preoccupazione che non riusciva a esprimere apertamente. Un dettaglio che oggi viene attentamente valutato nell’ambito delle indagini.
Sul fronte familiare, la vicenda si inserisce in una situazione delicata. I genitori, separati, hanno presentato due distinte denunce di scomparsa. La madre aveva perso la responsabilità genitoriale, mentre il padre aveva recentemente riottenuto la possibilità di riallacciare i rapporti con le figlie. Un percorso complesso che gli investigatori stanno ricostruendo per comprendere se possa avere avuto un ruolo negli eventi delle ultime settimane.
Tra gli aspetti considerati più significativi emerge infine la modalità dell’allontanamento. Le due sorelle non sarebbero uscite da una finestra, ma attraverso una porta della struttura. Un particolare che alimenta interrogativi sulla sicurezza dell’edificio e sulle reali dinamiche della loro sparizione.
Per ora, però, resta soprattutto il silenzio. Nessuna segnalazione ritenuta attendibile, nessun avvistamento confermato e nessuna traccia concreta. Mentre il tempo passa, cresce l’angoscia di familiari e investigatori, impegnati a riportare a casa due ragazze scomparse nel nulla e al centro di un mistero che, giorno dopo giorno, appare sempre più difficile da decifrare.



