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“La Carrata 2015” e “Di Te Di Me 2011” incoronati dal torneo di Gironi Divini miglior rossi d’Abruzzo

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Tagliacozzo. Si chiude in bellezza questa edizione 2020 di Gironi Divini, con la finale dei vini rossi e il seminario di approfondimento dedicato al Cerasuolo. Un’edizione diversa, ma che ha permesso di innalzare al massimo la qualità della proposta, che davvero ha avuto pochi paragoni nel panorama regionale. Nel corso delle tre serate oltre 250 appassionati e curiosi hanno potuto assaggiare il meglio della produzione vitivinicola abruzzese, apprezzandone le qualità e scoprendone le caratteristiche attraverso i “tornei” e i momenti di approfondimento. Un segnale forte quello che il gruppo della Live Communication, organizzatore dell’evento, ha voluto dare, per dimostrare che con la volontà e la passione si possono trovare nuove alternative anche nei momenti di difficoltà, e, alla fine, raggiungere l’obiettivo di diffondere la cultura del buon bere abruzzese addirittura meglio di quanto fatto in passato.

Ma veniamo al resoconto della terza serata. A prendere la scena, in prima battuti, sono stati i vini rossi, il cui “torneo” è stato come sempre ospitato nello splendido ristorante Giardino Resta.

“A confronto c’erano dieci grandi rossi della nostra regione”, ha dichiarato Franco Santini, critico enologico che ha condotto il tour de force delle degustazioni, “che, come per le altre categorie (bianchi e rosati), erano stati selezionati dalla nostra preparatissima giuria tecnica. Vini di diversa età, stile e provenienza, ma tutti a loro modo rappresentativi dell’eccellenza rossista abruzzese. La giuria popolare ha preferito a pari-merito due Montepulciano assai diversi fra loro

da una parte “La Carrata 2015” della cantina Olivastri Tommaso e dall’altra il “Di Te Di Me 2011” dell’azienda Guardiani Farchione. Esempio di grande rosso tradizionale il primo, con la sua veste “montepulcianosa” riconoscibile al primo sorso, modello di coniugazione di estrazione ed eleganza il secondo, dal profilo più moderno e seducente. Per me due grandi vini che confermano la versatilità della nostra grande uva rossa e che hanno il filo conduttore di avere dietro delle persone davvero splendide, umili e attaccate alla propria terra.

Riguardo il seminario sul Cerasuolo, il grande rosato abruzzese presentato nella suggestiva terrazza del ristorante La Parigina, due sono stati i vini più commentati dalle oltre 40 persone presenti: il Testarossa di Mimmo Pasetti, che ha colpito per la freschezza e la mineralità che il grande territorio aquilano sa dare a questi vini, e il Myosotis di Zaccagnini, elegante e complesso, anche grazie al tocco in più che il breve passaggio in legno gli dona e che lo ha fatto apparire diverso dagli altri.

Personalmente sono esausto ma soddisfattissimo, dopo aver parlato ininterrottamente di vino d’Abruzzo. Spero che le tante persone che ci hanno dato fiducia abbiano portato a casa un ricordo felice di Tagliacozzo, degli splendidi luoghi che ci hanno ospitato e di questi grandissimi vini, che sono un vanto della nostra regione”.

La serata si è conclusa al ristorante La Vecchia posta per una degustazione di rum Ron Caney distribuito da Cuba Club che ha sorpreso tutti. “Nel ringraziare ancora Paolo Zazza e la Fondazione italiana sommelier Abruzzo centrale per il supporto nelle tre serate”, ha concluso Santini, “e gli sponsor di questa edizione – Osteria Sestini di Avezzano, Vivai Santilli, Bere Lab by Sabatini B&F, il Consorzio IGP Patata del Fucino e Ron Caney, distribuito da Cuba Club – diamo appuntamento a tutti per il 2021. Con una formula magari ancora più ricca e organizzata, se altri sponsor privati e le istituzioni sapranno intuire che Gironi Divini può diventare il fiore all’occhiello di un’offerta turistica che deve differenziarsi per poter crescere ulteriormente. Le potenzialità e le competenze per farlo ci sono e noi le metteremo, come sempre, a disposizione”.

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