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Jova Beach Party, Salvadori: in altre tappe si respirava clima di festa, preoccupazione forse eccessiva

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Chieti. “Nelle altre tappe del Jova Beach Party si respirava un clima di festa, di allegria, di gioia, di tranquillità, di serenità. Non abbiamo riscontrato nessun tipo di problematica di ordine pubblico, anche da un punto di vista di sicurezza abbiamo avuto fra venti e trenta interventi del 118 ma per o colpi di sole o un granello di sabbia nell’occhio”. Lo ha detto oggi a Chieti Maurizio Salvadori, amministratore delegato della Trident, l’agenzia che organizza il Jova Beach Party, a margine della riunione della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo chiamata ad esaminare il nuovo progetto del Jova Beach Party in programma a Vasto il 17 agosto.

“Ho la sensazione in generale”, ha sottolineato, “che ci sia una preoccupazione forse eccessiva: in tutti i posti abbiamo avuto i complimenti da parte di tutti, da parte delle forze dell’ordine, diciamo che il giorno dopo tutti sono rasserenati rispetto alle preoccupazioni precedenti”. 

“Il pubblico di Lorenzo”, ha aggiunto, “è un pubblico attento, educato, che non crea problemi, per come la vedo io è la parte migliore del Paese”. Quanto alla scelta di siti in aree di pregio e alla dialettica che tali scelte ha suscitato, Salvadori ha aggiunto che “sono siti di pregio ma le cose che vengono diffuse da certi ambienti ambientalisti per la maggior parte sono delle stupidaggini. Noi abbiamo avuto su tutte le spiagge un’attenzione particolare, abbiamo a volte spostato anche di settimane il concerto in fase di preparazione perché evidentemente non è più possibile una volta fatto il calendario spostare le date. Quando leggo questi suggerimenti mi viene da sorridere per 300 persone che sono in viaggio con le attrezzature e quant’altro: non è che si spostano i concerti di qualche settimana così”.

“C’è una logistica”, ha concluso, “c’è un’organizzazione generale per cui l’attenzione che abbiamo messo è totale: abbiamo avuto tutte le autorizzazioni, tutto quello che viene chiesto in realtà è già stato fatto ed è già stato autorizzato. Al di là delle fake news che girano, tipo eliporti che avremmo costruito o strade o similari, vengono raccontate delle storie false”.

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