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Inchiesta sui falsi certificati medici nella Marsica, la procura di Avezzano chiude le indagini preliminari

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Avezzano. Chiuse le indagini della procura di Avezzano nell’inchiesta sui falsi certificati che vede indagate 18 persone per diversi reati e a vario titolo tra cui frode assicurativa alla truffa ai danni dello Stato, dalla corruzione al falso.  Sotto accusa ci sono medici, imprenditori, politici locali e anche pregiudicati.

L’operazione “Tutti per uno” della guardia di Finanza di Avezzano ha portato a maggio all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare di cui tre in carcere e sette ai domiciliari. Ora le difese avranno 20 giorni di tempo per chiedere l’interrogatorio degli indagati e produrre prove a discarico.

Nella vicenda sono indagati Arnaldo Aratari di Gioia dei Marsi, al centro dell’inchiesta, Angelo Gallese, medico psichiatra della Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila e responsabile del Centro d’igiene mentale (Cim) di Avezzano, Tiziana Mascitelli, moglie di Aratari, Guglielmo Mascitelli, anziano suocero di Aratari, Luigi Maiello, agente di polizia penitenziaria di Avezzano, Maria Palma Di Biase di San Benedetto dei Marsi, Paolo Di Bella di Avezzano, il medico Gino Arioli di Ortucchio, Njiac Shahini di Avezzano, Orlando Morelli di Avezzano, Ida Morelli di Avezzano, l’ex consigliere e assessore regionale Mario Panunzi di Avezzano, Paola Fracassi di Avezzano, Carmine Macerola, carabiniere in congedo di Cerchio, Giuseppe Agostinacchio, carabiniere in pensione originario di Roma, Gianluca Alfonsi, consigliere provinciale e finanziere di Gioia dei Marsi, Mauro Arcangeli, medico legale di Carsoli, Raffaele La Russa di Catanzaro.

Secondo le indagini della Guardia di finanza di Avezzano, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Savelli, il Centro di salute mentale della Asl era stato trasformato in una sorta di “emporio” di certificati medici falsi, con il dirigente che dietro pagamento di somme di denaro dispensava documenti utili ad avanzare domande risarcitorie all’esito di incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità e persino richieste di autorizzazioni o permessi per superare misure cautelari pendenti. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni e di riprese video tramite telecamere piazzate anche all’interno dello studio dello psichiatra avezzanese.

Il tribunale del riesame dell’Aquila scarcerato diversi indagati, così come il gip del tribunale di Avezzano quando ha ravvisato che non ci fossero più le esigenze cautelari. I giudici del riesame in sede di udienza nei confronti di Arioli, Panunzi e Gallese, nell’ordinanza, secondo il difensore Antonio Milo, “hanno escluso la sussistenza di prove a carico di Arioli in relazione alla emissione di certificazioni false a beneficio di Mario Panunzi”.

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