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Incendio sul Morrone, la Procura entra nel Parco: sequestrati gli atti sugli anni della prevenzione

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
24 Settembre 2026
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Sulmona. Il fuoco ha lasciato sulla montagna una ferita profonda. Ora la Procura vuole capire cosa ci fosse prima delle fiamme. Non soltanto come siano state affrontate le settimane dell’emergenza, ma soprattutto quanto il territorio fosse stato preparato ad affrontare un incendio di quelle proporzioni.

È in questa direzione che si muove il nuovo passo dell’inchiesta sul rogo del Morrone. Poco dopo mezzogiorno, gli uomini della polizia giudiziaria hanno raggiunto gli uffici del Parco Nazionale della Maiella, all’interno del complesso dell’Abbazia Celestiniana, dando esecuzione a un decreto di sequestro e acquisizione di documentazione firmato dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo.

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Un passaggio che porta l’indagine dentro gli archivi dell’Ente e che potrebbe consentire agli investigatori di ricostruire anni di programmazione, controlli e scelte amministrative. Nel mirino è finita una mole di documenti che parte dal 2017 e arriva fino ai giorni nostri.

Sopralluoghi, attività di monitoraggio, pianificazione antincendio, procedure di emergenza, interventi di prevenzione e opere destinate a ridurre la vulnerabilità del territorio: è su questa documentazione che gli investigatori stanno lavorando per capire se, negli anni precedenti al rogo, siano emerse criticità rimaste senza risposta.

L’obiettivo non è soltanto fotografare ciò che è accaduto quando le fiamme hanno cominciato a correre lungo il Morrone, ma ricostruire la storia precedente all’incendio. Capire quali interventi fossero stati programmati, quali effettivamente realizzati e quali misure fossero concretamente disponibili quando è scattata l’emergenza.

Il fascicolo, al momento, resta contro ignoti. L’acquisizione degli atti non equivale dunque all’individuazione di responsabilità, ma rappresenta un passaggio investigativo importante per verificare l’eventuale esistenza di omissioni, ritardi o anomalie nella gestione e nella tutela dell’area protetta.

Particolare attenzione viene riservata alla sequenza degli eventi compresa tra il 9 e il 19 agosto. Sono i giorni nei quali l’incendio ha mostrato tutta la sua pericolosità, tra il primo innesco e le successive ripartenze dei focolai. Ed è proprio la ricostruzione di quelle ore e di quelle giornate che potrebbe rivelarsi decisiva.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la catena delle comunicazioni e delle decisioni: le prime segnalazioni, l’organizzazione dei presidi, la delimitazione delle aree interessate dalle fiamme, il coordinamento tra gli enti e le modalità con cui sono state affrontate le successive riaccensioni.

Un vero e proprio puzzle investigativo nel quale ogni documento potrebbe contribuire a stabilire chi abbia deciso cosa, quando e sulla base di quali informazioni.

Secondo quanto emerge dagli ambienti investigativi, non risultano al momento contestazioni nei confronti dell’Agenzia regionale di Protezione Civile per la gestione dell’emergenza. L’attività svolta durante le settimane dell’incendio non sarebbe quindi, allo stato attuale degli accertamenti, oggetto di rilievi da parte della Procura.

Il quadro resta invece aperto per quanto riguarda la fase precedente al disastro e, in particolare, la programmazione degli interventi di prevenzione e tutela.

Intanto, il bilancio del rogo continua ad assumere proporzioni pesantissime. Le stime provvisorie indicano in circa 1.200 gli ettari di territorio interessati dalla devastazione, tra boschi, vegetazione, habitat protetti e aree sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici.

Numeri che erano già emersi durante le settimane dell’emergenza. Al 24 agosto, l’analisi delle immagini satellitari Copernicus effettuata da Sara Ciaci aveva stimato in circa 700 gli ettari già divorati dal fuoco. Il dato, con il proseguire dell’incendio, era poi destinato ad aumentare.

Le fiamme hanno continuato a tenere impegnati uomini e mezzi per settimane, fino alla dichiarazione ufficiale di spegnimento del 15 settembre. Un’emergenza lunghissima, aggravata dalle ripartenze dei focolai e dalla difficoltà di intervenire nelle zone più impervie della montagna.

Anche il costo dell’emergenza racconta la dimensione dell’incendio. Soltanto l’impiego dei mezzi aerei per i lanci di acqua e ritardante avrebbe comportato una spesa stimata vicina ai 10 milioni di euro. A questa cifra dovranno essere aggiunti i costi sostenuti per gli interventi a terra, il personale, la logistica e tutte le attività che saranno necessarie per mettere in sicurezza un territorio profondamente modificato dal passaggio del fuoco.

Perché il problema, adesso, non è più soltanto spegnere le fiamme. Dopo un incendio di queste dimensioni arriva la fase altrettanto delicata della gestione del territorio bruciato. La perdita della copertura vegetale aumenta infatti la vulnerabilità dei versanti e rende necessario monitorare il rischio di erosione, frane e smottamenti.

Nei prossimi giorni la Protezione Civile dovrebbe avviare una campagna di ricognizione aerea attraverso droni ad alta precisione e strumenti dotati di termocamere. Servirà a delimitare con maggiore accuratezza l’area effettivamente colpita e a individuare eventuali punti ancora caldi o fenomeni di combustione residua nelle zone più difficili da raggiungere.

Ma quelle immagini potrebbero diventare importanti anche per l’inchiesta. La fotografia dall’alto del territorio devastato consentirà infatti di individuare i punti più fragili e di fornire ulteriori elementi tecnici alla ricostruzione complessiva.

Sul Morrone, dunque, la partita non è ancora chiusa. Mentre la montagna affronta le conseguenze del rogo, la Procura prova a ricostruire un’altra mappa: quella delle decisioni, dei controlli e degli interventi che hanno preceduto l’incendio.

Una mappa fatta non di fiamme, ma di carte, date, determine, sopralluoghi e comunicazioni. E proprio da quelle carte potrebbe arrivare la risposta alle domande che ora gli investigatori stanno cercando di mettere in ordine.

Tags: incendio Morronenews
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