L’AQUILA – Con una nota durissima diffusa nelle ultime ore, il collettivo politico-sociale CaseMatte prende posizione sull’incendio che da oltre due settimane sta interessando l’area tra Lucoli, la piana di Roio e Monte Ocre. Con il fumo visibile dall’intera città e l’odore acre arrivato nei quartieri abitati fino a Bagno, il gruppo contesta aperto la narrazione istituzionale delle autorità e del sindaco Biondi, accusati di voler “anestetizzare” la popolazione di fronte all’emergenza.
Nel comunicato diffuso dal collettivo aquilano si sottolinea come lo scenario attuale sia il risultato di fallimenti gestionali su più livelli. Tra i problemi denunciati spicca l’intervento tardivo dei mezzi aerei, con Canadair ed elicotteri impiegati a pieno ritmo solo dopo due settimane dall’inizio del rogo. A questo si aggiunge la mancata attivazione della cittadinanza: il Centro Operativo Comunale (CoC) della Protezione Civile non ha infatti ancora aperto le porte ai tanti cittadini pronti a intervenire nelle operazioni di bonifica. Si tratta di un atteggiamento che, secondo la sigla attivista, ricalca quanto già accaduto durante l’incendio di Monte Pettino nel 2020.
I militanti di CaseMatte ricordano di essere pronti ad aiutare in massa come fatto in passato, ribadendo che non si può infantilizzare una popolazione dotata di forza e dignità per contribuire attivamente alle emergenze.
Secondo il collettivo, l’atteggiamento dell’amministrazione riflette la volontà di non interrompere il racconto positivo della città, particolarmente rilevante nell’anno in cui L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura.
Richiamando la trama del film Don’t Look Up, CaseMatte paragona l’invito alla calma della giunta comunale al comportamento tenuto dalla Commissione Grandi Rischi prima del terremoto del 2009. Un rassicurante «va tutto bene» che rischia di nascondere la gravità dei fatti e il legame diretto con la crisi climatica in corso.
Di fronte a questo scenario, la nota si conclude proponendo azioni immediate e strutturali. In primo luogo, si richiede un aumento immediato e massiccio delle risorse e dei mezzi aerei per lo spegnimento definitivo. Si sollecita poi l’apertura immediata del CoC per coinvolgere i volontari nelle bonifiche e garantire una reale “democratizzazione delle emergenze”, accompagnata da una totale trasparenza con la pubblicazione di bollettini continui e accessibili per la popolazione.
A livello strategico, CaseMatte chiede la riscrittura partecipata del Piano Climatico comunale e l’adozione di politiche ecologiche locali concrete, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico. Il comunicato si chiude con una sfida aperta all’inazione istituzionale: «Ci chiedete di non guardare in alto, noi alzeremo sempre la testa».



