L’Aquila. «L’incendio che da giorni interessa le montagne tra Lucoli, Roio e Bagno rappresenta una ferita per il nostro territorio. Il primo pensiero va alle comunità coinvolte e a tutte le persone che stanno vivendo ore di apprensione, insieme a un ringraziamento sincero ai Vigili del Fuoco, alla Protezione civile, alle Forze dell’ordine, al Comune dell’Aquila, ai volontari e a quanti stanno lavorando senza sosta sul campo».
A dichiararlo è Francesco Palmisano, presidente di Confcommercio Giovani Imprenditori della provincia dell’Aquila e di Federalberghi Extra provinciale, che interviene sulle conseguenze prodotte dalla narrazione pubblica dell’emergenza.
A dichiararlo è Francesco Palmisano, presidente di Confcommercio Giovani Imprenditori della provincia dell’Aquila e di Federalberghi Extra provinciale, che interviene sulle conseguenze prodotte dalla narrazione pubblica dell’emergenza.
«Nessuno intende minimizzare la gravità di quanto sta accadendo, né sottrarre la gestione dell’incendio alle necessarie verifiche. Chiedere chiarezza sulle responsabilità, sulla prevenzione e sull’efficacia degli interventi è legittimo e doveroso. Ma esiste un confine preciso tra il diritto di critica e l’allarmismo indiscriminato».
«Trasformare un’emergenza così delicata in uno strumento di contrapposizione politica, utilizzando toni che fanno percepire l’intero comprensorio aquilano come insicuro o inaccessibile, produce conseguenze concrete. In queste ore diverse strutture ricettive stanno già ricevendo disdette e richieste di chiarimento da parte di ospiti preoccupati. Una prenotazione si cancella in pochi secondi; per costruire la fiducia verso una destinazione servono invece anni di lavoro».
Palmisano sottolinea come sia indispensabile distinguere con chiarezza le aree direttamente interessate dall’incendio dal resto del territorio, nel quale le strutture ricettive e le attività turistiche continuano a operare regolarmente.
«Trasformare un’emergenza così delicata in uno strumento di contrapposizione politica, utilizzando toni che fanno percepire l’intero comprensorio aquilano come insicuro o inaccessibile, produce conseguenze concrete. In queste ore diverse strutture ricettive stanno già ricevendo disdette e richieste di chiarimento da parte di ospiti preoccupati. Una prenotazione si cancella in pochi secondi; per costruire la fiducia verso una destinazione servono invece anni di lavoro».
Palmisano sottolinea come sia indispensabile distinguere con chiarezza le aree direttamente interessate dall’incendio dal resto del territorio, nel quale le strutture ricettive e le attività turistiche continuano a operare regolarmente.
«Non chiediamo silenzio e neppure una rappresentazione edulcorata della realtà. Chiediamo precisione, responsabilità e rispetto dei fatti. Chi ricopre un ruolo pubblico ha il dovere di informare indicando quali aree siano effettivamente coinvolte, facendo riferimento agli aggiornamenti delle autorità competenti ed evitando generalizzazioni capaci di alimentare paura e disinformazione».
«Il nostro territorio sta già pagando un prezzo ambientale importante. Non possiamo consentire che, per mera propaganda politica, gli venga imposto anche un danno economico e reputazionale. L’emergenza non può diventare un manifesto elettorale sulla pelle delle comunità e delle imprese».
Da qui l’appello rivolto a tutte le forze politiche: «Questo è il momento della collaborazione, della tutela delle persone e del territorio. Il confronto sulle responsabilità dovrà esserci, nelle sedi opportune e sulla base dei fatti. Oggi servono unità, correttezza e parole capaci di informare senza generare ulteriore paura».
«Il nostro territorio sta già pagando un prezzo ambientale importante. Non possiamo consentire che, per mera propaganda politica, gli venga imposto anche un danno economico e reputazionale. L’emergenza non può diventare un manifesto elettorale sulla pelle delle comunità e delle imprese».
Da qui l’appello rivolto a tutte le forze politiche: «Questo è il momento della collaborazione, della tutela delle persone e del territorio. Il confronto sulle responsabilità dovrà esserci, nelle sedi opportune e sulla base dei fatti. Oggi servono unità, correttezza e parole capaci di informare senza generare ulteriore paura».



