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In tremila per l’ultimo saluto a Fabrizia, presente il mondo politico e istituzionale

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Sulmona. “Improvvisamente e tragicamente Fabrizia ci ha lasciato, come un angelo che ora spiega le sue ali verso Dio. Una ragazza dai grandi ideali e dai forti valori, Fabrizia ha lasciato questa terra per trovare lavoro, perché purtroppo questa terra non dà lavoro alla sua gente e senza lavoro non c’è dignità”. Così il vescovo Angelo Spina ha aperto l’omelia della messa funebre per la ragazza, “sorella e amica”, vittima dell’attentato di Berlino, esprimendo il dolore dell’intera comunità cittadina e diocesana per la sua tragica scomparsa. Lo ha fatto davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella arrivato a Sulmona insieme al ministro dell’Interno Marco Minniti, per rendere tangibile la presenza dello Stato all’ultimo saluto che la città ha dato alla 31enne vittima della barbarie terroristica. Vicino al presidente della Repubblica anche il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, i sindaci dell’Aquila e di Pescara, Massimo Cialente e Marco Alessandrini, i parlamentari Paola Pelino e Stefania Pezzopane, l’europarlamentare Andrea Cozzolino e l’intero consiglio comunale di Sulmona, sindaco in testa. “L’hai chiamato a te, Signore, come fiore candido, puro e profumato, nel tuo regno di beatitudine infinita, di luce, di amore, di pace”, ha proseguito il vescovo. “Lei è una stella che brilla con una scia luminosa. Con la sua vita tragicamente spezzata, dice a tutta l’umanità che la violenza è una profanazione del nome di Dio, che solo la pace è santa.

La compassione e la non violenza indicano la via della vita, contro ogni paura e ogni forma di terrorismo. Il bene trionferà sul male e l’ultima parola non è della morte ma della vita”. Una folla attonita e commossa, circa tremila persone, dentro e fuori della Cattedrale di S.Panfilo, ha partecipato all’ultimo saluto a Fabrizia Di Lorenzo. Il piazzale fin dalle prime ore del mattino è diventato meta di migliaia di sulmonesi ma anche di gente del circondario. Nel piazzale un sommesso applauso ha accolto il presidente Mattarella, applauso salito di intensità all’arrivo della salma di Fabrizia. In un banco anche i compagni di classe della ragazza, quelli che con lei hanno frequentato il Liceo linguistico “Vico”. I genitori ed il fratello si stringono gli uni agli altri. Poi la benedizione finale della salma e la bara che esce lentamente verso il piazzale della Cattedrale. Prima di uscire dalla chiesa il presidente Mattarella ha voluto abbracciare i genitori della ragazza donandogli parole di conforto e di coraggio dicendogli che lo Stato non li lascerà da soli. “Per noi Fabrizia resta viva, perché nel cuore porteremo sempre il suo ricordo di ragazza semplice ma ricca di forza morale e di ideali, è questo il dono migliore che ci lascia” dicono fuori della chiesa gli amici. Il Comune di Contursi Terme (Salerno), le intitolerà una strada. Lo ha annunciato il consigliere comunale Franco Rosa, presente questa mattina ai funerali della ragazza; il nonno paterno di Fabrizia, Antonio Di Lorenzo, è originario del paese del salernitano che conta circa 3000 abitanti. A Sulmona ha svolto il servizio militare ed è proprio a Sulmona che si è stabilito dopo conosciuto la ragazza poi diventata sua moglie. “Abbiamo già celebrato un consiglio comunale in ricordo di Fabrizia ­ afferma Rosa ­ avviando l’iter per l’intitolazione di una strada alla ragazza. Un giusto riconoscimento a una giovane legata al nostro paese, che sognava un mondo migliore e che ha pagato con la vita la furia omicida e cieca del terrorismo”.

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