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In mostra alle Gallerie d’Italia di Napoli le opere dell’Abruzzo restaurate con il programma di Intesa Sanpaolo

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
23 Giugno 2022
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L’Aquila.  Alle Gallerie d’Italia a Napoli è aperta al pubblico fino al 25 settembre 2022 “La Fragilità e la Forza” l’esposizione conclusiva della XIX edizione di Restituzioni, il programma di salvaguardia e valorizzazione che Intesa Sanpaolo conduce da quasi trent’anni a favore del patrimonio artistico nazionale.
La mostra espone circa 200 tra le 231 opere su cui nell’ultimo biennio sono stati realizzati restauri che hanno permesso di restituire i beni alla collettività. Complessivamente si tratta di 87 nuclei di opere, selezionate dall’Istituto bancario insieme a 54 enti di tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei autonomi) e appartenenti a 81 enti proprietari, tra musei pubblici e diocesani, chiese e luoghi di culto, siti archeologici, uno sforzo in cui è stato protagonista tutto il territorio nazionale. Per la prima volta, questa edizione coinvolge tutte le regioni italiane.

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In Abruzzo il programma Restituzioni ha permesso il recupero di importanti opere d’arte rappresentative della storia del territorio e della ricchezza delle sue collezioni:

  • Due croci astili provenienti dalla chiesa di San Pietro in Alba Fucens a Massa d’Albe (Aquila)
    XV secolo Legno rivestito in argento fuso, sbalzato e cesellato 62×55 cm e 72×58 cm
    Celano (Aquila), Museo dell’Arte Sacra della Marsica

    La prima Croce processionale è un manufatto di considerevole pregio qualitativo afferente al tesoro donato dalla regina Giovanna I di Napoli (1326-1382) alla chiesa di San Pietro in Alba Fucens, l’assenza di punzoni è impossibile risalire all’artista e alla bottega artigianale d’origine. L’opera presenta interessanti elementi stilistici e compositivi e ricchezza del repertorio figurativo e un uso sapiente degli smalti che rimanda ad influssi francesi e senesi. L’oggetto sacro ha subito vari vicissitudini tra cui il disastroso terremoto marsicano del 1915 a seguito del quale rimase tra le macerie sino al 1936. L’attuale intervento conservativo ha maggiormente evidenziato attraverso la pulitura: la Vergine e san Giovanni, oggi sul verso, dovevano occupare il recto, gli evangelisti presenti nel recto dovevano invece essere incardinati sul retro.

    La seconda Croce processionale, afferente al medesimo corredo liturgico fucense, si struttura in accordo a un compendio compositivo simile alla prima croce con sul recto, al centro, Gesù crocifisso affiancato dalla Vergine e da san Giovanni. Lo studio e la pulitura hanno rilevato nelle decorazioni a motivi floreali e girali vegetali la testimonianza di ripetuti rimaneggiamenti. Il restauro del pezzo, inoltre, denota chiaramente inserti metallici di diversa fattura (visibili, sul recto, nella regione circostante Cristo crocifisso e in alcuni dettagli dei volti dei personaggi stanti nelle formelle terminali, in particolare della Vergine, di san Giovanni e delle testine cherubiche; nel verso è da sottolineare la presenza di elementi estranei nel trilobo di san Marco e nel busto di san Giovanni evangelista), tanto da far supporre che per l’oggetto siano state utilizzate partiture di reimpiego derivanti da altri elementi di corredo liturgico.

IL PROGRAMMA RESTITUZIONI

Da 33 anni la Banca, con cadenza biennale, collabora con gli Enti ministeriali preposti alla tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei autonomi) per individuare opere appartenenti a musei pubblici, privati o ecclesiastici, siti archeologici e chiese di tutta Italia, bisognose di restauro e ne sostiene gli interventi. La scelta delle opere segue un unico criterio: ascoltare le esigenze dei territori per valorizzarne l’identità attraverso interventi che privilegino l’effettiva necessità e urgenza del restauro. L’obiettivo è sempre quello di recuperare beni rappresentativi della varietà del patrimonio storico-artistico italiano, sia in termini cronologici sia in termini di materiali e tecniche – pittura su tavola e tela, affreschi, mosaici, scultura in marmo o pietra, in bronzo, manufatti tessili, oreficeria, etc. – capolavori d’indubbia rilevanza, così come opere che sono vicine a noi e contribuiscono a costruire il vissuto del territorio. Al termine degli interventi di ciascuna edizione, le opere restaurate sono esposte in una mostra organizzata da Intesa Sanpaolo, dove il pubblico può apprezzare il risultato del lavoro dei restauratori.

Dal 1989 ad oggi, sono ormai oltre 2000 le opere “restituite” alla collettività: una sorta di ideale museo, con testimonianze che spaziano dalle epoche più lontane fino all’età contemporanea, dall’archeologia all’oreficeria, alle arti plastiche e pittoriche. Sono centinaia i musei, i siti archeologici, le chiese, garanti della destinazione pubblica dei propri tesori, che hanno beneficiato di questo programma, altrettanti i laboratori di restauro qualificati, distribuiti da Nord a Sud, incaricati dei restauri ed altrettanti gli studiosi coinvolti nella redazione delle schede storico-critiche per i cataloghi. Un curriculum a cui si aggiungono gli interventi di restauro realizzati su opere di scala monumentale come, ad esempio, i mosaici pavimentali paleocristiani della Basilica di Aquileia, gli affreschi di Altichiero e Avanzo nella Cappella di San Giacomo nella Basilica del Santo a Padova, gli affreschi di Lanfranco della Cappella di San Gennaro nel Duomo di Napoli, gli affreschi trecenteschi di Stefano Fiorentino nella chiesa dell’Abbazia di Chiaravalle milanese, fino al restauro della Casa del Manzoni, a Milano, vero e proprio monumento “nazionale”. In quest’ambito inoltre, nel 2019, col compiersi dei trent’anni di attività di Restituzioni, sono stati avviati i lavori di restauro della monumentale Cena di san Gregorio Magno di Paolo Veronese presso la Basilica di Monte Berico a Vicenza, promosso dal Comune di Vicenza e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

Oltre al progetto Restituzioni per la salvaguardia del patrimonio pubblico, Intesa Sanpaolo esprime il suo impegno in ambito culturale attraverso la valorizzazione a livello nazionale e internazionale del suo cospicuo e prestigioso patrimonio storico, artistico, architettonico e archivistico – in particolare nei musei delle Gallerie d’Italia a Milano, Napoli, Vicenza e nella nuova sede di Torino -, nell’intento di condividerlo con la collettività. Le iniziative in ambito culturale si concretizzano in un piano triennale di interventi denominato Progetto Cultura, che prevede mostre, incontri, attività didattiche e formative oltre ad attività sinergiche con importanti istituzioni culturali nazionali e internazionali.

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