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In migliaia a Cocullo per la ‘festa dei serpari’, attesa per il riconoscimento dell’Unesco

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Cocullo. Si rinnova oggi a Cocullo, piccolo Centro della Valle del Sagittario, una delle piu’ antiche e originali tradizioni popolari che richiama ogni anno miglia di turisti e curiosi provenienti da ogni parte d’Italia soprattutto dalla Ciociaria dove San Domenico, protettore contro il morso dei  serpenti e capace di guarire le malattie dei denti, morì. Il momento più atteso è sicuramente la  ‘processione  dei  serpari’ che si svolge dopo la funzione religiosa. coculloLa Statua del Santo scolpita in legno viene portata in processione ricoperta di serpenti.La Statua e’ preceduta dal clero e da quattro ragazze in costrume  abruzzese che recano i ciambelli, tipici dolci  locali preparati per l’occasione dalle  donne  del posto. Ai serpenti  che vengono catturati nei giorni precedenti  nelle vicine montagne vengono strappati i denti per renderli innocui. Secondo gli studiosi  di  tradizioni popolari attorno alla manifestazione, di chiara derivazione pagana, vengono collegati usi e credenze antichissime. Uno di queste ricorda il culto della dea Angizia, divinita’ dei marsi, per il suo potere taumaturgico di guarire dal morso  dei serpenti velenosi. Un’altra usanza del paese e legata al suono della ‘campanella’ della chiesa. Molti fedeli provano a tirare la corda con i denti perche’ questi si conservino sani e guariscano grazie a San Domenico. Quest’anno la  festa di San Domenico Abate e il rito dei serpari assume un significato piu’ importante per la battaglia che si sta portando avanti per il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco.

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