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Il Trofeo Italo Kühne assegnato allo sci club romano Czero6 oggi a Roccaraso

A vent'anni della scomparsa del giornalista napoletano, il challenger del circuito Master Mind passa dalla bacheca del SAI Napoli a quella di Czero6 sci club

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Roccaraso.  Trofei, neve e fantasia, aggiungendo allegra aria di vittoria in casa romana.  Con questo scenario di fine febbraio, oggi lo sci club romano C zero 6  ha vinto il Trofeo Italo Kühne, intitolato al giornalista sportivo e assegnato al termine del circuito di gare sci Master Mind, alla squadra con maggior numero di punti alle categorie master dai 30 anni in su.  Il Challenger perpetuo passa dalla bacheca del SAI Napoli, vincitore dello scorso anno ai nuovi vincitori 2021.  Proprio a vent’anni esatti dalla scomparsa del giornalista grande appassionato di sci, uno sci club nato da pochi anni col preciso scopo di vincere il Premio, riesce a centrare l’obiettivo.

 

A seguire, sul secondo gradino del podio è salito il SAI Napoli, con la squadra composta dagli amici di Italo, Giuseppe Fiordiliso, Gianfredo Puca, Andrea Ballabio e tanti altri che hanno combattuto fino all’ultimo traguardo del percorso. Nonostante la mancata riuscita dell’intento, nelle ultime giornate di gara la squadra è  riuscita a recuperare una posizione superando, in zona Cesarini, lo sci club Posillipo scivolato  in terza posizione. Le finali del circuito Master Mind sono state organizzate dallo sci club 0.40 e a condurre la premiazione è stato il presidente e giornalista de la 7 Stefano Buccafusca che ha ricordato il collega Italo scomparso, rivisto ultimamente in numerose interviste al campione Diego Armando Maradona. 

 

 “Sono passati 20 anni dalla scomparsa di papà – ha ricordato Diana, la figlia di Kühne– ma noi lo sentiamo sempre vivo su queste nevi e nel cuore di chi lo ricorda. Vorrei approfittare di questo difficile momento per chi lavora in montagna e la ama, per esortare tutti, ma specialmente i giovani, a non mollare mai e continuare a dare vita a questo sport e sostegno a tutti gli operatori che hanno subito gravi perdite. Papà non avrebbe mollato”.

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