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Il sindaco di Civitella Alfedena, Flora Viola corre per le elezioni regionali

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Civitella Alfedena. M 2 - CopiaLe donne e i piccoli paesi scendono in campo per un Abruzzo moderno. Flora Viola, sindaco di Civitella Alfedena il più piccolo paese del parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, sottolinea in questo modo la sua partecipazione alle elezioni regionali come candidata nella lista del Pd, a sostegno di Luciano D’Alfonso, “l’Abruzzo ha bisogno di cambiare. Cambiare la politica, che tende sempre più ad auto riprodursi e ad essere lontana dai bisogni dei cittadini; cambiare i contenuti che hanno caratterizzato questi ultimi dieci anni. Per fare questo è necessario rimettere al centro la gente; le difficoltà che i giovani e le imprese affrontano in questi periodi di crisi; l’ambiente sempre più deturpato e assoggettato a logiche del profitto; le donne”. E’ importante “cambiare. Cambiando votando una donna – sottolinea ancora Viola – Con l’attuale legge elettorale si rischia di non avere nessuna donna in consiglio. E’ una vergogna passata nel silenzio di tutti. Di chi dice che occorre fare spazio alle donne, salvo poi avere comportamenti diversi, di chi pone la questione solo in termini di immagine”. “La nostra – sottolinea Flora Viola – è una discesa in campo per una politica bella, pulita, che riconcili la gente, le persone, con le istituzioni, a fronte di una disaffezione generale. Politica, come dimostra anche questa campagna elettorale, che non sempre si dimostra all’altezza del proprio compito”. Per questo il primo punto programmatico non può che essere “ l’eticità, la legalità e la trasparenza dei comportamenti. Una politica con i cittadini e per i cittadini, avulsa dai protagonismi individuali e dagli interessi di parte. Non ho padrini politici ne altri tipi di padroni. Di questo ne vado fiera. Vogliamo dare voce alle aree interne, quelle dimenticate dalla politica regionale che le ricorda solo in tempo di elezioni; ai giovani che non riescono a trovare un lavoro; alle imprese che devono sottostare ad una pressione fiscale diventata insopportabile; ai parchi, quel capitale natura poco valorizzato, sempre più dimenticati nelle politiche regionali e oggetto di spartizione politica”. “Negli ultimi venti anni la montagna – conclude Viola – ha pagato in termini di marginalità politica uno scotto molto elevato. Noi vogliamo invertire questa tendenza. Essere padroni del nostro futuro: esserci nella costruzione di un diverso futuro per l’Abruzzo”. Noi crediamo che la politica debba essere merito e trasparenza. Su questo c’è ancora tanta strada da fare. ‘Cominciamo adesso'”

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