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Il ponte di Campana torna ad ostruirsi, il sindaco di Fagnano Alto chiede intervento

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Fagnano Alto. La manutenzione ordinaria e straordinaria dei fiumi è tornata prepotentemente alla ribalta con i tragici fatti delle Marche, tanto da spingere la Prefettura dell’Aquila a inviare una nota ai sindaci, sollecitando gli stessi a “non trascurare le ordinarie attività di verifica e monitoraggio sulle aree esposte a rischio allagamenti”. È il caso del ponte romano a Campana, che come puntualmente accade ogni anno, raccoglie rami spezzati e tronchi che l’Aterno raccoglie lungo il percorso.

Un problema noto al sindaco di Fagnano Alto e presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore, che però denuncia le difficoltà di un’attività puntuale, a causa delle lentezze burocratiche e delle risposte solo “a chiamata” del Genio Civile: “Questo non è sostenibile – sottolinea il sindaco Francesco D’Amore – perché se a primavera si fa una ricognizione puntuale sugli argini, già si può prevedere che quei rami e quei tronchi presenti, qualche mese dopo finiranno sotto il ponte di Campana. Se si aspetta che il fiume si ingrossi, sono poi costretto a chiamare i vigili del fuoco per un intervento di urgenza. Ma loro, d’altra parte, sottolineano che non si dovrebbe arrivare all’intervento di urgenza, su una situazione ampiamente prevedibile”.

In questo contesto il ruolo del Genio civile non aiuta: “Già un anno fa, a gennaio 2021, ho chiesto l’intervento della Prefettura con il Genio civile, perché il ponte di Campana era ostruito, con il rischio che l’acqua straripasse. Da parte sua, il Prefetto chiese il monitoraggio continuo, ma nel caso di Campana, se chiudo il ponte, 20 famiglie restano bloccate, considerato che non hanno altri punti di accesso”.

Da lì il tavolo tecnico, nel quale è emerso che tali criticità potevano essere evitate, con una manutenzione ordinaria da parte del Genio civile. “I loro uffici – spiega però il sindaco D’Amore – rispondono che loro intervengono solo su chiamata puntuale, ma questo non è sostenibile. L’ultima volta che ho segnalato l’ostruzione del ponte, sono venuti tre mesi dopo, eliminando solo quello che era rimasto dall’intervento precedente dei vigili del fuoco, che a quel punto ho dovuto chiamare d’urgenza”.

Stesso rischio si sta riproponendo in questi giorni, con il ponte di Campana già gravato dai primi problemi. A questo punto, al sindaco di Fagnano non è rimasto altro da fare che inviare una ulteriore nota in Prefettura, ricordando di aver chiesto l’intervento del Genio civile già ad agosto, quando i lavori – con l’acqua bassa – sarebbero stati di più facile esecuzione, “per evitare che a dicembre dovrò chiamare i vigili del fuoco a svolgere interventi in emergenza con il rischio di dover chiudere l’unica via d’accesso alla frazione di Campana”. Da qui, la richiesta di un “risolutivo intervento”, per evitare di continuare a gestire ‘in emergenza’ situazioni ricorrenti e prevedibili che si ripetono puntualmente e che potrebbero essere superate con una programmazione puntuale delle attività del Genio civile.

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