L’Aquila. Le foto che arrivano dalla vetta di Monte Amaro mostrano come siano già a buon punto i lavori per l’installazione del nuovo bivacco e come stia procedendo regolarmente l’attività del cantiere annunciato a inizio giugno dal Parco Nazionale della Maiella. La struttura dovrebbe essere completata entro fine luglio, ma in questi giorni – come previsto dalle indicazioni della Soprintendenza – va già prendendo una forma che richiama quella “geodetica” (ideata da Le Donne e Mininni) caratteristica del precedente Bivacco Pelino, che sarà rimontato ed esposto a Campo di Giove.
Resta aperto, intanto, il confronto sul nome da dare alla nuova casetta tondeggiante che accoglierà escursionisti e alpinisti a 2793 metri di quota. I promotori della proposta di ripristino dell’intitolazione a Falco Maiorano, prima Guida ufficiale della Maiella, ricordano che il prossimo 10 luglio ricorrerà il 60° anniversario dell’originario bivacco inaugurato su Monte Amaro nel 1966 dalla Sezione CAI di Sulmona e dedicato all’epoca proprio alla memoria di quell’appassionato pioniere dell’alpinismo abruzzese.
La proposta di recupero storico del nome di Falco Maiorano è sostenuta da un appello (link al documento) che sta circolando online ed è già stato firmato da importanti esponenti del mondo della cultura – come Maurizio D’Antonio, Presidente Deputazione Abruzzese di Storia Patria – e di quello della montagna, come le Guide Alpine Pasquale Iannetti e Paolo Caruso, insieme a diversi Accompagnatori di Media Montagna del Collegio Abruzzo e istruttori appartenenti alle Sezioni appenniniche del Club Alpino Italiano.
Nei mesi scorsi un gruppo di appassionati della montagna, storici, escursionisti e cittadini aveva promosso un appello rivolto al Comune di Fara San Martino, al Parco Nazionale della Maiella e al Club Alpino Italiano – Sezione di Sulmona affinché il nuovo bivacco in fase di completamento sulla vetta di Monte Amaro fosse intitolato a Falco Maiorano, pioniere dell’alpinismo abruzzese e prima Guida ufficiale del CAI per la Maiella. I firmatari chiedevano il ripristino della denominazione originaria del bivacco inaugurato nel 1966 e dedicato a Maiorano, ritenendo che la nuova struttura, realizzata interamente con fondi pubblici, rappresentasse l’occasione per restituire alla vetta il nome di una figura simbolo della storia alpinistica della Maiella.







